Regione, Orlando su De Luca: “Avrei scelto un altro ma lui ha vinto le primarie”

Il Guardasigilli ha parlato in merito alla vicenda del presidente della regione Campania analizzando le ipotesi di reato e sottolineando come “la vicenda De Luca abbia portato all’attenzione il rapporto tra concussione e induzione: “Con l’attuale assetto si diceva che alcuni reati non sarebbero più stati rilevati, invece con il vecchio assetto gli stessi non sarebbero stati contestati se non ci fosse stata la riforma”

Andrea OrlandoMilano, 12 novembre – Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, oggi a Milano, ha commentato l’avvio dell’indagine che vede indagato il governatore campano Vincenzo de Luca accusato di concussione per induzione e altre sei persone: “In Campania avrei sostenuto un altro candidato, ma ha vinto le primarie ed è portatore di un buon governo”. Il Guardasigilli si è soffermato anche sulla Legge di Stabilità: “Con l’attuale assetto si diceva che alcuni reati non sarebbero più stati rilevati, invece con il vecchio assetto gli stessi non sarebbero stati contestati se non ci fosse stata la riforma”.

“Conosco la Campania e la turbolenza di quella realtà, se azzardassi ipotesi sarei avventato. La scelta più ragionevole è attendere gli sviluppi della vicenda per poter dare un giudizio anche sotto il punto di vista politico”, ha aggiunto il ministro della Giustizia. Il ministro si è soffermato poi sulla legge Severino: “credo che sia necessario un tagliando, così come ribadito più volte dal presidente dell’Anac Cantone, ma non credo che ci sia un’esigenza estrema dovuta alle ultime vicende”.

In merito al Pd Orlando afferma: “Mi spaventavo quando si diceva che ci fosse un’urgenza di revisione del Partito Democratico e che le primarie erano elemento fondante del Partito. Non credo che una procedura sia elemento fondante della stabilità. Credo che se rimanga l’unica, però, si rischi di generare delle distorsioni perché si crea un ceto politico bravissimo a creare consenso, ma questo non basta. Il compito di un partito è raccogliere il senso comune in un Paese e rappresentarlo o avere un progetto tenendo conto senso del paese“.

Una stoccata da parte del ministro della Giustizia anche alla neonata Sinistra Italiana nel quale “non si vede niente di nuovo, c’è questa sindrome, che di solito colpisce chi fa scissioni, di individuare come nemico principale quello che era il compagno di partito poco prima”.

Fonti del Pd nazionale hanno replicato, mostrandosi tranquilli per l’iscrizione nel registro degli indagati del governatore campano, e dicendosi certe che si chiarirà a breve l’estraneità ai fatti del presidente della Regione: “È un atto dovuto, la vicenda si chiarirà presto”.

Intanto su Facebook si sfoga l’ex governatore campano, nonché avversario politico di De Luca alle primarie, Stefano Caldoro: “La vicenda di queste ore sporca l’immagine della Campania; bisogna avere sempre piena fiducia nel lavoro dei magistrati. Da garantista le indagini devono avere il loro corso, credo però che ci sia un piano politico da affrontare. Questa è una vicenda torbida, è il prezzo che si deve pagare all’arroganza di chi ha scelto di affrontare una campagna elettorale contro la legge”.

All’attacco anche centrodestra e M5s: chiedono dimissioni immediate e Campania al voto al più presto i parlamentari salernitani del Movimento 5 Stelle (Isabella Adinolfi, Andrea Cioffi, Silvia Giordano, Mimmo Pisano e Angelo Tofalo), gli stessi che avevano tentato di impedire la ratifica dell’elezione di Vincenzo De Luca a presidente della giunta regionale campana sulla base della sospensione dovuta alla legge Severino; “L’unico oltraggio consumato è quello che Vincenzo De Luca sta facendo alla dignità dei campani e ai cittadini onesti. Chiediamo le immediate dimissioni del governatore e il ritorno alle urne”.

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