Buona Scuola, proteste di studenti e insegnanti: scontri a Napoli e a Milano

Studenti ed insegnanti sono scesi in piazza insieme per protestare contro la riforma della “Buona Scuola”. I cortei sono stati organizzati in una trentina di città in tutta Italia: da Roma a Bologna. Momenti di tensione si sono verificati soprattutto a Milano, ma anche a Napoli e a Torino

disordini

Napoli, 13 novembre – Tornano le proteste del mondo della scuola contro la riforma Renzi con scontri di piazza, tensioni e feriti durante le manifestazioni del settore scolastico indette da Cobas, Unicobas, Anief e Cub. Sono stati diversi gli appuntamenti in piazza in Italia con docenti e studenti che hanno contestato la riforma della Buona Scuola varata dal governo Renzi e diventata legge lo scorso Luglio.

A Roma il corteo degli studenti e dei lavoratori è partito dal ministero della Pubblica istruzione, in viale Trastevere, ed è arrivato davanti a Montecitorio dove sono stati accesi diversi fumogeni colorati accompagnati da slogan contro i politici. “Siamo 7 mila e siamo qui per dire che questa riforma non la vogliamo”. Fra i motivi della protesta del sindacato di base, “impedire l’applicazione almeno delle parti più deleterie della legge 107” sulla Buona Scuola e chiedere “la stabilizzazione di tutti i precari ingiustamente esclusi” dalle immissioni in ruolo. Ma anche dare battaglia contro “l’umiliante proposta di rinnovo contrattuale (che prevede un aumento medio di 8 euro lordi al mese), dopo sei anni di blocco”.

Un’insegnante venuta da Bologna afferma: “Stiamo lottando contro la riforma della scuola, insegnanti e studenti insieme, perché la scuola è nostra e stiamo assistendo alla sua vergognosa mortificazione. Proponiamo in tutte le città d’Italia di unire le lotte e le azioni politiche di studenti e lavoratori”. Uno dei portavoce degli studenti auto-organizzati ha spiegato: “Siamo scesi in piazza per ribadire che con questa riforma della scuola noi non ci stiamo, e non accettiamo questa alternanza scuola-lavoro che non è altro che sfruttamento da parte delle aziende”. Molti anche gli interventi dei precari della scuola che chiedevano “un adeguamento di contratto equo”. Giunti a Montecitorio gli studenti hanno deciso di spostarsi poi verso il Pantheon ma sono stati bloccati in via Aquiro dalle forze dell’ordine; dopo decine di minuti di trattativa sono poi riusciti a raggiungere il Pantheon per tenere un’assemblea pubblica.

Momenti di tensione a Milano dove una ragazza di 18 anni e un professore di lettere dell’istituto superiore Vespucci sono stati feriti alla testa durante uno scontro i poliziotti e i manifestanti: “Ero dietro allo striscione che apriva il corteo e avvicinandoci allo schieramento della polizia, senza alcun nostro intento o atteggiamento violento, sono partite le manganellate”, ha raccontato l’insegnante. Nel capoluogo lombardo sono stati due i cortei, partiti parallelamente alle 9.00 del mattino da largo Cairoli e da piazza Fontana. Il contatto tra manifestanti e forze dell’ordine è avvenuto attorno alle 11.40 in via Pola e ha causato una deviazione del corteo dal percorso prestabilito.

Scontri anche al corteo degli studenti a Napoli dove la situazione è precipitata. I manifestanti, partiti da piazza del Gesù, sono arrivati davanti alla Questura e durante il tragitto hanno esploso diversi petardi. Il corteo è poi proseguito fino a piazza del Municipio e a piazza Trieste e Trento. A quel punto, come si apprende dalle forze dell’ordine, nel corteo alcuni ragazzi hanno indossato caschi e scudi di polistirolo ed hanno esploso grossi petardi. C’è stato un contatto con le forze dell’ordine, che hanno risposto con cariche di alleggerimento. Tre studenti e quattro poliziotti sono rimasti feriti durante l’azione. Due gli studenti al momento in stato di fermo in Questura per gli scontri consumati con la polizia in piazza Trieste e Trento. Uno di questi è stato ricoverato all’ospedale Pellegrini per una ferita all’occhio.

A Torino alcune centinaia di manifestanti, partiti in corteo da piazza Arbarello, raggiunto corso Vittorio Emanuele hanno acceso alcuni fumogeni, lanciato uova contro la sede del Miur e bruciato una bandiera del Pd. Inoltre i manifestanti hanno occupato per alcuni minuti il deposito Gtt di corso Tortona, per protestare contro il caro abbonamenti, e hanno poi proseguito fino al Campus Einaudi, dove il corteo si è sciolto.

Allo sciopero non hanno aderito Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda che hanno preferito convocare una manifestazione nazionale prevista per il 28 novembre (vai all’articolo), riguardante tutti i lavoratori del pubblico impiego, compresa la scuola, per rivendicare il diritto al rinnovo del contratto, scaduto da oltre sei anni.

Non si sono fatte attendere risposte alle proteste da parte del governo. Tra le voci a difesa della riforma Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd si è soffermato sui fatti di Torino: “Bruciare la bandiera del PD è un atto grave al pari di altri gesti di violenza che si stanno registrando in queste ore nei vari cortei. Sorprende vedere in piazza le proteste contro un piano, come la Buona Scuola, che in tre anni porterà 180mila assunzioni, 50mila solo pochi giorni fa e oltre tre miliardi di investimenti. Rimanere prigionieri della demagogia è un problema doppio quando si è costretti a difenderla anche quando viene smentita dalla realtà”.

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