Vesevo Live a Porto Petraio per Train de Vie

Doppio appuntamento con la musica dal vivo dei “Vesevo”: giovedì 19 novembre 2015 ore 18:30 showcase da Fonoteca (via Morghen n. 31, Napoli. Ingresso gratuito.) per la presentazione del loro cd omonimo e sabato 21 novembre alle 21:00 live set a Porto Petraio (Salita Petraio n. 18/D) nell’ambito della III edizione della rassegna “Train de vie – Musica su Rotaie”

VesevoDopo il buon esito della I serata della III edizione di “Train de Vie – Musica su Rotaie”, kermesse ospitata da Porto Petraio e voluta dall’etichetta Agualoca Records con la direzione artistica di Davide Mastropaolo, anche a novembre torna la world music con due happening live in cui protagonista sarà il sound dei “Vesevo”. Giovedì 19 alle 18:30 la presentazione del loro cd omonimo d’esordio da Fonoteca; sabato 21 a Porto Petraio opening con aperitif alle 20:00 e start concert ore 21:00.

In questo caso “Agualoca Records” è davvero in ‘prima linea’, dato che edita “Vesevo”, progetto che vede interpreti Antonio Fraioli, Francesco Paolo Manna e Antonio di Ponte, tre musicisti da tempo impegnati nella sperimentazione, nella pratica e nell’insegnamento delle tradizioni musicali del Sud Italia. Una proposta che, partendo dall’antico nome del famoso vulcano campano, indaga, raccoglie e rivive in note storie, miti e leggende che dalla nostra regione si diramano in tutto il Mezzogiorno d’Italia. Ciò fondendo antico e moderno, potere della tradizione, profondità della radici e innovazione della ricerca, in un’unica tela intessuta con armonia e consapevolezza.

Nove tracce disegnano una continuità narrativa, legano tra loro racconti che trovano fascino e malia nell’autorità della tradizione orale, tramandata per secoli di generazione in generazione; storie che vengono recuperate per donare loro una veste sonora inedita. Classiche tarantelle del Gargano che si aprono con intro di violino e voce a distesa in crescendo; codici e stilemi dei vecchi canti su tamburo del Salento, della Campania e di tutto il Sud della nostra penisola, scanditi quasi liturgicamente, pur salvaguardati nell’autenticità della forma primaria, sono restituiti a nuova vita tramite ritmi dilatati in alcuni casi, ostinati in altri, e grazie a cadenze reiterate e ad ariosi soli di chitarra, come quello dell’unico ospite dell’album: Riccardo Marconi (Taráf de Funiculár e La Mescla) nel pezzo “Scioscia viento”. E ancora. Pizziche salentine riproposte secondo metriche e strutture intatte, ma arricchite da passaggi melodici e armonici inconsueti per il genere; tarantelle calabresi in cui l’abituale suono della lira è sostituito da quello del violino; tammurriate vesuviane e, di seguito, canti per violino e voce che colgono la loro ispirazione nel repertorio calabrese.

Storie antiche, atmosfere della tradizione, echi remoti, suggestioni evocative che parlano linguaggi lontani nel tempo, ma non nello spazio, anzi viscerali, vicini alle nostre origini e, perciò, ancora più potenti. Il tutto declinato con un’invenzione sonora e una sintassi musicale contemporanee, in grado di condensare passato e presente, mai a scapito di nessuno dei due.

La scelta del nome “Vesevo” è avvenuta dopo la lettura dell’epitaffio posto dal Vicerè Zunica, ancora visibile nella cittadina di Portici, a seguito della disastrosa eruzione del Vesuvio del 1631, come ammonizione futura dei pericoli del vulcano. La stessa copertina del disco, tratta da un quadro di Annapia Ferrara, quasi per coincidenza è ispirata agli eventi descritti nell’epitaffio di Portici.

L’album, uscito il 15 novembre per Agualoca Records (distr. Audioglobe) è stato registrato rigorosamente live in studio; contiene nove brani, nati da un lavoro di tre anni tra produzione, ricerca e concerti, sino alla registrazione al Max SoundVibe tra giugno e agosto 2014.

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