ISIS: Gran Bretagna pronta a bombardare la Siria

La stampa britannica, riportata da Askanews, rivela come David Cameron si stia preparando a lanciare l’offensiva finale per convincere il Parlamento ad autorizzare i raid, dopo che, all’inizio del mese, la commissione Esteri dei Comuni ha bloccato il suo piano di partecipare ai bombardamenti

aereo militareLondra, 23 novembre, Pugno di ferro da parte del premier britannico David Cameron che prepara la sua campagna di persuasione nei confronti dei parlamentari del Regno per ottenere il via libera ai raid aerei contro l’Isis in Siria, che secondo l’agenda del governo dovrebbero cominciare nelle prossime due settimane: lo scrive il Sunday Times. Cameron esorterà i parlamentari dicendo loro che dovrebbero cominciare a comportarsi come “Churchill, non Chamberlain” se vogliono sconfiggere il terrorismo.

Dunque anche la Gran Bretagna potrebbe prendere parte alla campagna aerea contro l’Isis in Siria, resta da parte del primo Ministro convincere il Parlamento per avviare i raid, dopo che all’inizio del mese la commissione Esteri dei Comuni ha bloccato il suo piano di partecipare ai bombardamenti. Infatti il Cameron intende nei prossimi giorni insistere, in una serie di incontri privati con i deputati conservatori che si sono uniti all’opposizione laburista nel votare contro, sul fatto che la Gran Bretagna debba prendere parte alla causa anti-islamica. Secondo quanto anticipato dal Guardian, il primo ministro potrebbe rilasciare una dichiarazione formale giovedì prossimo in Parlamento, ma dovrebbe comunque aspettare a richiedere un voto fino a quando avrà la certezza di avere i numeri necessari a far passare la misura.

Cameron, che domani sarà a Parigi per discutere della lotta contro lo Stato Islamico con Francois Hollande prima che questi parta per Washington dove martedì incontrerà Barack Obama, aspetterà una settimana prima di decidere se mettere ai voti Comuni, prima della pausa natalizia, la proposta per l’avvio dei raid. L’offensiva di Cameron è motivata dal fatto che, rispetto all’inizio del mese, l’atmosfera politica a Westminster sia cambiata a seguito degli attacchi di Parigi.

Il ministro delle Finanze Georhe Osborne ha confermato l’intenzione di Cameron di puntare sulla risoluzione Onu per chiedere al Parlamento di allargare l’attuale autorizzazione, che dal settembre 2014 permette a Londra di partecipare ai raid contro l’Isis in Iraq, in modo da poter entrare in azione anche in Siria. “Il voto all’Onu ha mostrato che c’è una determinazione internazionale ad affrontare il puro male dell’Is. Convocheremo un voto quando saremo fiduciosi di vincere; nella prossima settimana il premier verrà ai Comuni e risponderà al rapporto della commissione Esteri e permetterà ai deputati di assimilare la sua riposta e da lì vedremo come muoverci”.

Cameron, giustificando la sua intenzione a “passare alle brutte maniere”, ha inoltre ricordato come la polizia britannica abbia sventato sette attentati terroristici negli ultimi sei mesi. Il premier britannico ha precisato che si trattava di attacchi di dimensione minore rispetto a quelli avvenuti a Parigi ma che la Gran Bretagna deve rispondere alle atrocità. Il premier britannico e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto un colloquio bilaterale a margine del G20 ad Antalya e si sono detti d’accordo a combattere il terrorismo insieme. “Gli ultimi tragici eventi in Francia dimostrano che siamo costretti, e sarebbe dovuto accadere molto tempo fa, a unire gli sforzi nella lotta contro questo male”, ha detto Putin durante l’incontro con Cameron a margine del vertice. “Le relazioni tra Russia e Gran Bretagna non stanno vivendo il migliore dei periodi, è necessario analizzare la cooperazione, per individuare i piani di sviluppo specifico per il futuro”, ha concluso il presidente russo Putin

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