Il Sud ricomincia a crescere ma la povertà raddoppia: a rischio uno su tre

In Campania è a rischio povertà il 37% della popolazione, in Sicilia 4 persone su 10. Rilevante il crollo demografico

PoveriLa ripresa coinvolge anche il Sud. Nel 2015, dopo sette anni negativi, si hanno i primi segnali di ripresa ma i poveri continuano ad aumentare al Sud: il 62% guadagna al massimo il 40% del reddito medio. Resta impietosa la fotografia del Mezzogiorno d’Italia che lo Svimez scatta nel suo rapporto: al Sud la povertà in questi sette anni di crisi è raddoppiata. La povertà assoluta ha superato complessivamente, nel biennio 2013-2014, i 4 milioni di persone.

Al Centro Nord si è passati dal 2,7% del 2008 al 5,6% del 2013, al Sud invece si altalena dal 5,2 del 2008 al 10,6% del 2013. Nel 2014, la povertà assoluta frena al Centro Nord mentre al Sud diventa alto il rischio povertà (1 persona su 3). Sul piano regionale, al Sud, la forbice è compresa tra il 16,5% dell’Abruzzo e quasi il 42% della Sicilia. In altre regioni meridionali, sono a rischio oltre il 30% dei cittadini lucani, molisani e calabresi; anche il 37% dei campani si trova in questa situazione.

In difficoltà soprattutto le famiglie con minori o quelle con un solo reddito perché “non basta avere un lavoro per uscire dal rischio povertà” annota Svimez. Rilevante è anche il crollo demografico: nel 2014 sono nati 174mila bambini, il valore più basso dall’Unità d’Italia.

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