Piovono soldi, Renzi stanzia 2 miliardi per cultura e sicurezza. Previsto anche il regalo di compleanno per i 18enni

La risposta dell’Italia al terrorismo annunciata dal premier Renzi: 2 miliardi di euro da destinare alla sicurezza e all’educazione. Il Presidente del Consiglio spiega che “per ogni euro in più investito sulla sicurezza deve esserci un euro in più investito in cultura”. Un bonus di 80 euro per chi lavora con le forze dell’ordine, 50 milioni di euro sulla cibersecurity e 50 milioni per migliorare la strumentazione delle forze dell’ordine. 50 milioni di euro per il diritto studio e una carta bonus per 550mila ragazzi che compiono 18 anni

renziRoma, 24 novembre – “Un miliardo per la sicurezza e uno per la cultura. Niente guerra, piuttosto prevenzione e identità. Ciò che è accaduto a Parigi ha segnato un salto di qualità nella battaglia culturale che stiamo vivendo”, sono questi i proclami di Matteo Renzi durante il suo intervenuto al Campidoglio. Il premier ha voluto “giustificare” il rinvio al 2017 della diminuzione dell’Ires (l’imposta sul reddito delle società), come proposto dalla legge di stabilità, annunciando l’impiego di 2 miliardi di euro “per dare una risposta ai professionisti della sicurezza e dell’educazione”.

Il premier ha chiarito che “per ogni euro in più investito sulla sicurezza deve esserci un euro in più investito in cultura. Non può essere solo securitaria la risposta al terrore dell’Italia” sottolineando che “per ogni euro in cibersecurity, uno in start up; per ogni investimento in polizia, uno sforzo maggiore di pulizia delle periferie; per ogni mezzo blindato in più, un campo da calcetto; per ogni arma, un canestro nelle strade” perché “ogni centesimo non sarà un costo ma un investimento se ci ricordiamo che stiamo investendo nella nostra identità”. Il premier ha poi concluso: “Chi crede che le lacrime siano inutili è un robot, non un uomo, e noi abbiamo il dovere di restare umani. Asciugate le lacrime, è il tempo di reagire. Non ci rassegneremo al terrore: si arrenderanno prima loro. La bellezza è più forte della barbarie, la sfida è difficile, ma dobbiamo essere all’altezza. Dobbiamo ricordarci che siamo l’Italia”.

“Una soluzione di ripiego per il terrorista che non riesce a ucciderci è farci vivere nella paura, impedirci di sognare e amare”, sottolinea il presidente del Consiglio. “Siamo spaventati dalle immagini di guerra, ma dovrebbero spaventarci di più i video in cui si vedono cattivi maestri estremisti, fondamentalisti, che educano i giovani a odiare la musica. Può sembrare banale, ma non accetteremo mai come Italia e italiani di odiarla: la musica è bellezza e incanto. L’Italia è e rimarrà la patria della musica e non dell’odio. Distruggono le statue, noi vogliamo i caschi blu della cultura. Loro bruciano i libri, noi siamo quelli delle biblioteche”.

Quindi, secondo Renzi, la risposta dell’Italia non può essere solo sulla sicurezza. Mezzo miliardo andrà “alle città metropolitane per un intervento sulle periferie e, come direbbe Renzo Piano, rammendo. I progetti dovranno essere presentati entro il 31 dicembre e spesi nell’anno solare 2017″. Una carta bonus da 500 euro, simile a quella già prevista per i professori, sarà prevista per “550mila italiani che compiono 18 anni e che potranno investire in attività culturali”. Altri “150 milioni di euro” sempre a vantaggio della cultura: prevista la possibilità che ogni cittadino possa dedicare il 2 per mille a un’associazione culturale per un importo di 150 milioni di euro perché “ciò che è possibile per i partiti, sarà possibile anche per le realtà della cultura”. Cinquanta milioni, poi, saranno stanziati per il diritto allo studio: “Chi è meritevole non può essere bloccato da reddito”.

Per il presidente del Consiglio “l’Italia non cambia la propria posizione dopo i fatti di Parigi, al contrario vede confermata la propria posizione, a partire dalla centralità del Mediterraneo e dei Balcani, però senza una chiara strategia, per il dopo qualsiasi “adesso” diventa meno forte e meno credibile” e dopo i fatti di Parigi “l’Italia non cambia la propria posizione” confermando le priorità già individuate in merito alla crisi in Medio Oriente e Nord Africa.

L’annuncio del presidente del Consiglio trova l’appoggio pubblico dei due ministri competenti. Si tratta di un investimento “senza precedenti nel passato, una grande forza per il futuro”, una “svolta attesa da decenni e un grande investimento sui giovani e sul futuro del Paese”, aggiunge per suo conto il collega con delega alla Cultura Dario Franceschini.

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