Selfie in sala operatoria all’insaputa dei pazienti, è polemica in Campania

Si immortalavano con selfie e autoscatti prima di procedere all’operazione e poi li pubblicavano su Facebook. Una vicenda al centro di accesi dibattiti che ha suscitato la dura reazione dell’Ordine dei Medici di Napoli. Nelle foto chirurgi, anestesisti e infermieri sono in posa, con le mascherine, il viso scoperto, accanto ai pazienti adagiati sui tavoli operatori. Pose scherzose, alcuni sorridono divertiti e fanno il segno di ok con il pollice. Le foto proverrebbero da vari ospedali della Campania. Scotti (Omceo Napoli): “Fatto vergognoso. Pronti ad azioni disciplinari”

Selfie-sala-operatoriaNapoli, 2 dicembre – I social network e la mania dei selfie hanno “dato alla testa” anche a coloro che dovrebbero rappresentare una delle branche più professionali sia a livello lavorativo ma anche a livello etico e morale della classe sociale. Infatti è moda recente di alcuni (ma non pochi) medici di immortalarsi prima e durante un delicato intervento chirurgico; scatti privati e abbastanza forti che poi finiscono sulla rete, postati da incoscienti dottori in cerca di “svago da social”. Fotografie che diventano pubbliche, anche se pubbliche non sarebbero mai dovute diventare.

L’ultimo caso riguarda uno dei più grandi ospedali di Napoli, dove una équipe medica tutta al femminile ha pensato bene di pubblicare una foto mentre era in corso l’intervento mostrando l’incisione sull’addome insanguinato di un paziente. Il tutto per mostrare sui social le mascherine e le cuffiette sterili con i cuoricini. Il triste esibizionismo si ripete a Salerno dove sempre altre due dottoresse hanno postato una foto con un paziente intubato, per giunta riconoscibile. E ancora, in provincia di Avellino invece sono i colleghi maschi a scatenarsi pubblicando scatti dalla sala operatoria con tanto di tuta anti contaminazione. Immagini in cui in primo piano si vedono i medici che fanno “ok” col pollice all’insù e, sullo sfondo, la gamba di un paziente sotto anestesia.

Scattato all’insaputa del paziente che dorme su quel lettino sul quale si è addormentato speranzoso, il selfie in sala operatoria non è un reato né violazione di un divieto imposto da alcun direttore ospedaliero (anche se si potrebbe discutere in merito alla privacy del paziente violata), ma certo non appare sinonimo di classe e buon gusto, tantomeno di rispetto per un paziente che entra in una sala operatoria. Nei commenti sotto le foto nessuna opinione di disdegno è arrivata dagli utenti; al contrario in molti si complimentano con i medici: “Belli, bravissimi, che bella dottoressa”. Probabilmente non sarebbe così entusiasta il paziente e avrebbe da discutere sulla professionalità dei dottori, scoprendo dopo l’intervento di essere stato immortalato a sua insaputa in una situazione così intima e delicata.

Anche se curare le persone sia un mestiere nobilissimo, uno di quei mestieri per i quali è superfluo sprecare parole d’apprezzamento, non dovrebbe succedere che queste parole, talvolta, diventino talmente superflue che uno scatto possa sembrare più appropriato per esprimere in maniera esibizionistica quanto si stia facendo bene il proprio lavoro. In linea a questo pensiero è intervenuto Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei medici di Napoli, che ha commentato questa nuova usanza:  “Abbiamo già richiesto alle fonti che hanno pubblicato le foto di farci avere i riferimenti dei medici coinvolti per avviare un procedimento disciplinare. Sono molto contrariato, quello che è successo è un fatto vergognoso anche perché atti di questo tipo ledono l’immagine e il decoro della professione medica di fronte all’opinione pubblica. Purtroppo anche se in forma più lieve erano già giunte segnalazioni rispetto a comportamenti poco consoni di alcuni camici bianchi sui social network e ho anche chiesto alla Federazione nazionale di affrontare la questione”.

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