Umanesimo e stampa nell’officina di Manuzio, la mostra ripercorre le tappe salienti della nascita dell’editoria

L’esposizione consente di ammirare preziose aldine conservate dalla biblioteca di Napoli, si tratta di una delle più ampie collezioni dei volumi stampati da Aldo Manuzio e dai suoi eredi tra il 1494 e il 1590

Aldo ManunzioIn occasione dei 500 anni dalla scomparsa di Aldo Manunzio (Bassiano 1449-1452 – Venezia 1515) la Biblioteca Nazionale di Napoli dedica al grande tipografo una mostra bibliografica e iconografica, l’inaugurazione venerdì 18 alle ore 11,00 con Marco Santoro, Paola Zito, e Vera Valitutto.

Manuzio con spirito da umanista portò al massimo splendore l’arte della tipografia mantenendo l’altissima qualità delle sue edizioni. Tra le pubblicazioni più significative in mostra : il Polifilo (Hypnerotomachia Poliphili) – stampato da Aldo Manuzio nel 1499, un romanzo allegorico, il cui titolo può essere tradotto in “La battaglia amorosa di Polifilo in sogno”pubblicato con 172 xilografie – considerato il più bel libro illustrato del Rinascimento, la fortunata raccolta dei classici latini e greci ai quali Manuzio affiancò le opere dei principali poeti italiani e di alcuni tra i più importanti autori del suo tempo. La Biblioteca napoletana custodisce, infatti, la quasi totalità delle 131 edizioni aldine stampate dalla bottega di Manunzio, alcune in più copie, dagli Erotemata di Costantino Lascaris usciti il 28 febbraio del 1495 al De rerum natura di Lucrezio la cui edizione fu completata nel gennaio del 1515, pochi giorni prima della morte, avvenuta il 6 febbraio del 1515.

Manuzio è considerato il primo precursore del moderno editore. Prima di lui, infatti, la stampa aveva conosciuto l’avvicendarsi di numerosi stampatori, alcuni molto esperti e innovativi, ma sarà Aldo Manuzio a traghettare la stampa nel nuovo secolo con criteri di modernità ed efficienza divenendo il modello a cui si sono ispirati i tipografi dei secoli seguenti. Manunzio comprese le potenzialità insite nell’invenzione della stampa a caratteri mobili e introdusse con l’impiego del carattere corsivo i libri di piccolo formato – libelli portatiles in formam enchiridii – che racchiudono sia i classici latini e greci che le edizioni in lingua italiani. A Manuzio si deve lo studio e la diffusione della cultura greca nei suoi testi in lingua originale e la trasformazione del libro a stampa in principale mezzo della trasmissione e della comunicazione della conoscenza umana.

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