L’economia del Mezzogiorno mostra segnali di ripresa. Lo sostiene una ricerca condotta da Confindustria e dal SRM, il Centro Studi collegato al Gruppo Intesa San Paolo. Nel 2015 il Prodotto interno lordo delle regioni meridionali dovrebbe crescere dello 0,2% e nel 2016 dell’1%. La crescita rimane comunque, in tutte e due i casi, inferiore a quella del resto del Paese

confindustriaRoma, 31 dicembre – Segnali di ripartenza per il Sud, infatti secondo le stime di Confindustria e SRM (centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo), il PIL dovrebbe tornare a salire dello 0,2% nel 2015 e in maniera un po’ più robusta nel 2016 (+1%). La crescita attesa è comunque in entrambi i casi inferiore a quella del resto del Paese.

Per quest’anno ormai giunto al capolinea, i parametri in crescita registrati dall’associazione degli industriali e dal Centro studi, oltre a quelli del PIL, sono dell’export e dell’occupazione, mentre l’indicatore degli investimenti resta negativo. Il clima di fiducia delle imprese meridionali si mantiene sui massimi degli ultimi quattro anni. Al miglioramento delle aspettative ha sicuramente contribuito la crescita dell’occupazione, con un incremento di 136mila occupati nei primi nove mesi dell’anno, aiutata dallo sgravio per le nuove assunzioni. Da viale dell’Astronomia, spiegano che al miglioramento delle aspettative, ha sicuramente contribuito la crescita dell’occupazione al Sud. Confindustria, tuttavia, avverte che “si tratta solo di segnali, perché il macigno della disoccupazione, soprattutto giovanile è solo scalfito”

Parallelamente il processo di selezione dell’apparato produttivo sembra ormai essere giunto al termine. Il saldo delle imprese attive, infatti, si è ormai stabilizzato con un -0,1% rispetto al III trimestre del 2014 e con poco meno di 1 milione e 700 mila imprese in attività, infatti come già negli anni precedenti, sia la crescita delle imprese in rete (oltre 3.100) sia quella delle società di capitali (ormai più di 270 mila), indica un processo di irrobustimento del tessuto produttivo del Sud più sostenuto di quello del Centro Nord (+5,4% rispetto a +2,6%).

A spingere il manifatturiero meridionale contribuisce in modo significativo l’export con un  miglioramento delle dinamiche creditizie: nei primi sei mesi del 2015, infatti, si è rafforzata la domanda di credito al Sud, contemporaneamente ad un allentamento delle condizioni per l’offerta di credito. Si legge nella nota: “Si conferma un clima timidamente positivo anche per il Sud, ancora lontano però da poter essere considerato una vera e propria ripresa. Pesa, in particolare, il dato degli investimenti, pubblici e privati”.

Per il vice presidente di Confindustria Alessandro Laterza: “Il 2016 può essere l’anno della ripartenza per il Mezzogiorno: l’anno in cui accelerare gli investimenti pubblici, a cominciare da quelli cofinanziati dai fondi europei 2014-20, e rilanciare quelli privati, anche grazie al Credito d’imposta per gli investimenti, che Confindustria ha fortemente sostenuto: le imprese meridionali sono pronte”.

“Numeri incoraggianti, frutto delle misure adottate dal Governo, ma ancora lontani dalle previsioni di crescita del resto del Paese. L’auspicio è che nel 2016 l’Esecutivo integri i provvedimenti varati con la istituzione del Ministero per la coesione territoriale e con un programma di potenziamento infrastrutturale che dia al Sud la possibilità di ridurre il gap che lo separa dal resto del Paese”, afferma Angelo D’Agostino, deputato e vice presidente di Scelta Civica.

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