La programmazione del Nuovo Teatro Sanità prosegue il 3 gennaio, con lo spettacolo Lui, il Figlio, in scena presso la Chiesa di Santi Filippo e Giacomo dell’Arte della Seta, nell’ambito del progetto Teatro Diffuso

Lui il figlioIspirato all’opera di Khail Gibran Gesù, figlio dell’uomo, Lui, il figlio ne riprende la struttura monologica nella riscrittura di sette autori contemporanei: Sara Bilotti, Mario Gelardi, Cristian Izzo, Antonio Menna, Antonella Ossorio, Eduardo Savarese, Emanuele Tirelli. In scena, Carlo Caracciolo, Riccardo Ciccarelli, Roberta De Pasquale, Carlo Geltrude, Irene Grasso, Gennaro Maresca, Sasi Nicolella, intesseranno i fili delle diverse immagini del Salvatore per ricostruirne la figura in tutte le sue misteriose sfumature di senso.

A proposito del suo lavoro teatrale, il regista Mario Gelardi racconta: “una serie di testimoni arrivano, come a deporre davanti ad un pubblico-tribunale, spiegando in che modo Cristo ha influito nella loro vita, a volte esaltandolo altre volte rinnegandolo. È una riscrittura contemporanea che immagina che la morte di Lui sia avvenuta pochi giorni prima delle testimonianze, cercando di rendere ancor più universale la passione, la condanna e la morte di un Uomo”.

Gelardi ritrova nella struttura dell’opera di Gibran, dove a prendere la parola per ultimo è un uomo del Ventesimo secolo, la possibilità di ricreare il discorso su una persona storica raccontata nei secoli come leggenda e mito della Cristianità. La parola dell’uomo va qui a tratteggiare l’immagine di un dio che aspirò ad essere uomo e viceversa. Ed è su questa ambiguità che i racconti si fondono e si confondono: in ogni visione di Lui la dimensione morale travalica continuamente i limiti in direzione di una visione di eccezionalità “umana troppo umana”.

L’obiettivo è quello di condurre il teatro nei luoghi d’arte, per riscoprirli e allargare la platea del pubblico a quella dei visitatori. La visita guidata dura circa 30 minuti e precede lo spettacolo.

IL LUOGO – Il complesso dei Santi Filippo e Giacomo dell’Arte della Seta e un edificio voluto nel 1593 dai mercanti e tessitori di quella zona popolare, custodisce importanti tracce dell’architettura rinascimentale in città. Tuttavia, importanti la chiesa ha subito importanti rimaneggiamenti avuti nel 1758 eseguiti da Gennaro Papa.

La facciata ricorda indubbiamente l’architettura usata dal Borromini, caratterizzata da due ordini di colonnine e paraste; su questa, inoltre, troviamo delle nicchie in cui vi sono le statue della Religione e della Fede di Giuseppe Picano (nel livello superiore), più due statue di San Filippo e San Giacomo, opere particolarmente interessanti di Giuseppe Sanmartino (nel livello inferiore).

L’interno, a navata unica senza transetto, è caratterizzato dalla cupola che insiste sulla zona absidale, seguendo un chiaro canone controriformista. Il bel pavimento ripropone l’arte di Giuseppe Massa, essendo stato creato in cotto smaltato. Le acquasantiere sono state create da Domenico Antonio Vaccaro.

Di notevole valore ed interesse artistico sono gli affreschi del coro, della navata e delle pareti, realizzati da Jacopo Cestaro (1757-1759 circa). Altri suoi capolavori sono riscontrabili nella cupola (gli Evangelisti) e nel presbiterio (i Santi Filippo e Giacomo). Degne di menzione sono anche le due sculture lignee del XVI secolo. Grazie ad un’associazione di giovani “Respiriamo Arte” ed ora possibile visitare la struttura. Di recente è stato scoperto ed è visitabile un ipogeo sotto la chiesa.

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