Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dice la sua sull’inchiesta della Dda di Napoli che vede coinvolto l’ex consigliere grillino Giovanni De Robbio accusato di voto di scambio e tentata estorsione aggravata

rosa-capuozzoNapoli, 9 gennaio – Sul caso del Comune di Quarto, dove l’ex consigliere grillino Giovanni De Robbio è indagato dalla Dda di Napoli per voto di scambio e tentata estorsione aggravata nei confronti del sindaco M5s Rosa Capuozzo (vai all’articolo), è intervenuto anche il primo cittadino del capoluogo partenopeo e sindaco metropolitano, Luigi de Magistris. Lo ha fatto a margine di un dibattito sul futuro di Napoli, tenutosi a Palazzo Serra di Cassano. “Continuo a ritenere – ha detto de Magistris – che in gran parte delle persone afferenti ai 5 Stelle c’è la volontà di cambiamento, di innovazione rispetto al sistema e vorrei scrivere con loro un programma come dico da tempo. Ma è interesse di tutti – ha aggiunto – capire cosa è accaduto a Quarto e i 5 Stelle sbagliano quando si ergono a paladini esclusivi della moralità pubblica perché lo possono fare solo le persone che hanno dimostrato, nel corso degli anni, di essere stati punti di riferimento”.

“Altro errore del Movimento – ha concluso de Magistris – è la frettolosità con cui giudicano le situazioni altrui. Nel giudizio dobbiamo essere tutti più attenti. Io non mi unisco al coro di chi dice che i 5 Stelle di Quarto sono camorristi, ma i fatti di Quarto non sono da sottovalutare”.

Un giudizio più duro, rispetto a quello del sindaco di Napoli, è stato espresso dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che nel corso del suo consueto monologo sull’emittente salernitana Lira Tv, ha affermato: “Sono tra quelli che ritengono che Quarto non sia New York e non è neanche Napoli o Roma. È una realtà limitata rispetto alla quale bisogna parlare un linguaggio di verità. Io non sono per strumentalizzare ma sono per parlare sempre il linguaggio di verità. Il M5s – ha aggiunto – non è più un movimento folcloristico come qualche anno fa, ma una grande realtà politica del Paese, che conquista il 25% dei voti. È un dato con il quale devono fare i conti i miei avversari politici ma anche gli stessi dirigenti Cinquestelle, che devono capire che il tempo della poesia, delle prediche inutili, dell’infantilismo politico è finito per tutti. È necessario – ha concluso De Luca – che facciano le persone serie e che la smettano di dare le patenti di moralità. C’è gente che ogni mattina si sveglia per fare il proprio dovere e non vuole sentire le stupidaggini dei Cinquestelle”.

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