Le perquisizioni dei Carabinieri sono coordinate dalla Procura antimafia di Napoli. Il sindaco al momento non figura nel registro degli indagati

Rosa CapuozzoNapoli, 11 gennaio – Questa mattina l’abitazione e l’ufficio del sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, sono state perquisiti dai carabinieri su ordine della Procura antimafia di Napoli, nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato l’ex consigliere grillino Giovanni De Robbio per voto di scambio e tenta estorsione aggravata (vai all’articolo). L’ipotesi degli inquirenti, tra cui il pm Henry John Woodcock, è quella che la Capuozzo – non indagata al momento  – abbia subito comportamenti del suo ex consigliere.

Proprio in queste ore, in concomitanza con le perquisizioni, escono nuove intercettazioni telefoniche, relative allo scorso metà dicembre. Al telefono la Capuozzo si sfoga con il consigliere pentastellato Alessandro Nicolais e afferma: “Io ho lottato per le minacce per la casa; ho detto: smantellate questa cazzo di casa – riferendosi alle vicende relative alle presunte irregolarità edilizie per la casa di proprietà della famiglia del marito, ndr –. Non faccio un passo indietro. Ho subito minacce per qualsiasi cosa”.

Nicolais nella telefonata parla anche di un messaggio che gli sarebbe stato inviato dal deputato pentastellato Roberto Fico. Quest’ultimo dice al consigliere: “Andate avanti tranquilli. Quanto prima verrò”. Fico, che è il primo a commentare il contenuto delle conversazioni, tiene a precisare che il messaggio a cui si fa riferimento nella telefonata è “stato inviato al consigliere Nicolais che chiedeva spiegazioni sulla cacciata di De Robbio. Il mio messaggio – aggiunge Fico – diceva, testualmente: ‘Andate avanti e cercate di lavorare tranquillamente‘. Sono pronto a denunciare – avverte il deputato – chiunque arbitrariamente manipolerà il contenuto di conversazioni telefoniche per farne false interpretazioni al fine di gettare fango sulle persone oneste”.

Ma non ci sono solo le intercettazioni. In queste ore sul caso Quarto è intervenuto anche il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone. Quest’ultimo, alla domanda se il Comune di Quarto abbia agito in ritardo sulla questione dell’appalto per la gestione dell’acquedotto e della fognatura, ha affermato: “Ho verificato che era stato fatto un esposto. Poi ho chiesto accertamenti e dagli atti che ho visto mi sembra che il Comune di Quarto abbia chiesto correttamente al prefetto cosa fare su commissariamento o no”. Parole, quelle di Cantone, che sono state accolte con grande piacere dall’assessore agli Affari legali del Comune di Quarto, Donatella Alessi. Quest’ultima, commentando le parole del presidente Anac, ha affermato: “Le dichiarazioni di Cantone dimostrano che sul Comune di Quarto si è scatenata solo una bufera mediatica. Il sindaco – ha aggiunto – più volte è andata dal prefetto di Napoli per chiedere se era possibile commissariare l’Ati, perché a noi quello che interessa sono i cittadini”.

Resta la richiesta di dimissioni della Capuozzo che è stata pubblicata sul blog di Grillo. Una richiesta che ha sorpreso sia attivisti 5 Stelle che rappresentanti del Movimento. Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, riferendosi alla richiesta di dimissioni, ha scritto su Facebook: “In quale stanza è stato deciso? Che sia giusta o meno questa posizione, decisa da non so chi, non è stata discussa, e questo oggi forma un grande vuoto”. Fra gli attivisti serpeggia il malcontento per una decisione che non è stata sottoposta a nessuna votazione online. Circostanza ritenuta grave, per una forza politica che ha sempre fatto della democrazia diretta la sua bandiera. La Capuozzo non sembra intenzionata a dimettersi ma una  eventuale decisione in tal senso non è da escludersi.

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