Turismo volàno dell’economia, ma gli ingranaggi stridono.

Il 15 e 16 maggio a Merida, in Messico, si è svolta la riunione annuale del T20, la IV Assise internazionale dedicata al turismo a cui hanno partecipato i Ministri delle principali economie mondiali. Per l’Italia è intervenuto il Ministro per gli Affari Regionali il Turismo e lo Sport Piero Gnudi.

L’incontro, considerato il G20 del turismo, ha trattato gli odierni temi della crisi economica internazionale alla ricerca di soluzioni e prospettive per l’evoluzione del mercato turistico, collocato in un mondo sempre più globalizzato, e la creazione di nuova occupazione generata dallo sviluppo delle economie dei Paesi partecipanti.

Il primo giorno, lo scorso 15 maggio, il Ministro Gnudi ha incontrato il Vice Presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani e il Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), Taleb Rifai, mentre il 16 maggio ha partecipato alla quarta riunione ministeriale del T20.

“Questo incontro” – ha detto Piero Gnudi – “ha permesso di constatare come in tutti i Paesi lo sviluppo e il rilancio del settore turistico venga ormai considerato uno dei sistemi più efficaci per favorire la crescita delle economie nazionali, una priorità dichiarata da tutti i partecipanti, inclusi gli Stati Uniti”. Come riportato nella comunicazione del Governo Italiano, i dati preliminari di uno studio, appositamente elaborato dall’UNWTO e da WTTC (World Travel & Tourism Council), testimoniano come una diversa politica sul rilascio dei visti possa produrre nei paesi del G20, entro il 2015, un incremento del numero dei turisti fino a 112 milioni, maggiore spesa turistica fino a 206 miliardi di dollari e un aumento dei posti di lavoro che potrebbe arrivare ad oltre cinque milioni di unità. “Ritengo dunque opportuno”, ha concluso il Ministro, “che, nel rispetto delle esigenze di sicurezza e di governo dei flussi migratori all’interno dei singoli Paesi, l’Europa possa elaborare un sistema di valutazione dei visti tale da favorire i flussi turistici proveniente dai Paesi extra Ue ed in tal modo incentivare crescita e sviluppo”.

Il commento del nostro Ministro è assolutamente rassicurante, ma cosa stiamo facendo realmente tra le sponde del nostro Paese? Stiamo giustamente guardando ad un futuro, che in parte è già qui, ma ancora oggi non riusciamo proprio a toglierci le zavorre di una anacronistica burocrazia, inquadrare le competenze dando un senso pratico alla Governance e, addirittura, rinnovare il nostro portale, punto di partenza nel web, biglietto da visita di una Nazione che nel mondo è la meta turistica più ambita.

All’inizio del suo mandato, il Ministro aveva parlato con chiarezza:”Italia.it ha bisogno di arricchirsi sul piano dei contenuti e, soprattutto, di confrontarsi in maniera più incisiva con un turista che vive la rete come un servizio, consapevole che la percezione di efficienza e organizzazione di un Paese si esprime sulla rete dove sempre più spesso inizia l’esperienza di viaggio.”

Speravamo che con queste premesse, il nostro Ministero del Turismo, nominato con l’insediamento del Governo Tecnico, riuscisse ad applicare interventi decisivi, ma al momento, a parte qualche correzione di errori grossolani, come il copia-incolla dal sito cinese della Regione Emilia-Romagna (scoperto dal Fatto Quotidiano), non è stato presentato un progetto strategico ufficiale.

Ancora si guarda ai portali delle Nazioni Europee, ma le idee su come mettere in pratica la riorganizzazione a “casa nostra” sono ancora in cantiere. Il tempo passa e quel che occorre sono soluzioni che si adattino anche alla velocità dei cambiamenti; i 5 mesi trascorsi sono stati densi di attese, critiche e solleciti da parte delle Regioni che sottolineano l’urgenza e la necessità di sostenere il Brand Italia e promuovere il sistema turistico Nazionale anche nel web.

Le recenti dichiarazioni del Ministro sono queste: “ci sono ancora tempi tecnici per il rilancio del sito ufficiale del turismo italiano www.italia.it, ma speriamo di poterlo fare quanto prima, su questo portale abbiamo scontato finora tempi lunghissimi, anche per i molti ricorsi al Tar ed al Consiglio di Stato, ma voglio sottolineare che non c’è assolutamente cattiva volontà da parte del mio Ministero. Anzi” ha concluso il Ministro, “accolgo con favore il forte aumento dei contatti registrato negli ultimi mesi”.

Riteniamo che proprio l’aumento di contatti dovrebbe accelerare il progetto di revisione e non si capisce, quindi, come mai con un trend di accesso al web in continua crescita, non si proceda di corsa ad una radicale trasformazione utilizzando gli strumenti dati dalla tecnologia abbinati ad un programma moderno e costruttivo.

Quello che è difficile comprendere è perché, dopo i predecessori, Lucio Stanca, Francesco Rutelli, Maria Vittoria Brambrilla che in questi anni hanno reso il portale Italia.it una beffa fatta di vergognosi sprechi, stimati oltre 35 ml di euro a carico dei contribuenti, il Governo, nella figura del Ministro Gnudi, non percorra una linea retta che si stacchi dalle precedenti politiche di gestione. Rimanendo nell’ambito del web, occorre innovazione, l’Italia ha un grande appeal, ma questa domanda, molto spesso, non riesce ad incontrarsi degnamente con l’offerta e, dati alla mano, non sembra che il turismo venga realmente considerato per quello che è: un’ industria, volàno per l’economia.

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