Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha reso dichiarazioni spontanee nella seconda udienza d’Appello del processo che lo vede imputato a Salerno per peculato e abuso d’ufficio nell’ambito della realizzazione di un termovalorizzatore

La conferenza stampa del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, per la presentazione della sua candidatura alle primarie del PD per l'elezione a presidente della Ragione Campania, 24 novembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO

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Salerno, 15 gennaio – Oggi Vincenzo De Luca si è presentato al Tribunale di Salerno per la seconda udienza d’Appello del processo che lo vede imputato a Salerno per peculato e abuso d’ufficio nell’ambito della realizzazione di un termovalorizzatore. In primo grado, De Luca ha riportato una condanna di un anno – con pena sospesa – per abuso d’ufficio (vai all’articolo). Sanzione che aveva fatto scattare l’applicazione nei suoi confronti della Legge Severino.

De Luca rinuncerà alla prescrizione. Ad annunciarlo è stato il suo legale, Paolo Carbone: “Noi chiediamo un’assoluzione nel merito perchè il fatto non sussiste”. Insieme a De Luca sono imputati anche il dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Salerno, Domenico Barletta, e il capo staff di De Luca all’epoca dei fatti, Alberto Di Lorenzo. Entrambi hanno espresso l’intenzione di rinunciare alla prescrizione.

De Luca ai magistrati ha reso alcune dichiarazioni spontanee. “Il mio – ha detto De Luca – è un contributo alla verità, in riferimento al periodo del 2008, che rappresentò un periodo di crisi drammatica per la Campania e per Napoli, che era sommersa dai rifiuti con grave danno di immagine per l’Italia intera. Ero consapevole dell’attenzione nazionale e ho scelto un esempio di correttezza e rapidità: un project financing con atti sempre pubblici e trasparenza massima. Non ci avvaliamo di procedure straordinarie, nessuna trattativa privata. È stata una sfida. Abbiamo sempre utilizzato l’apparato comunale senza consulenti esterni, con grande risparmio”.

“Nominai – ha aggiunto De Luca – responsabile del procedimento l’ingegnere Domenico Barletta, che mi chiese un colloquio perché era preoccupato per i tempi e per il carico di lavoro. Mi chiese una collaborazione tecnica-amministrativa per gli espropri. Io ne presi atto, non feci nomi e firmai l’ordinanza senza leggerla dalla prima all’ultima parola. La responsabilità è sempre dell’ufficio proponente. Insomma, io sono interessato da questa vicenda per un colloquio di cinque minuti, in cui ho fatto solo alcune precisazioni. Le retribuzioni sono state decise su criteri oggettivi e io non so nulla delle determine di pagamento”.

“Nel gruppo di lavoro – ha concluso il presidente della Regione Campania – c’era Di Lorenzo, responsabile tecnico della segreteria del sindaco per il suo incarico al Comune sulla manutenzione stradale e il verde pubblico. Inserirlo nel gruppo di lavoro era un incarico in più, mi danneggiava e certo non mi favoriva politicamente”.

All’esterno del Tribunale, De Luca non ha voluto rilasciare dichiarazioni ma, scherzando con i giornalisti, ha detto: “Mi fate sentire come Brad Pitt”.

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