Mito e realtà si mescolano in questo specchio d’acqua cupa: il Lago d’Averno, per gli antichi romani era l’ingresso agli inferi

lago davernoIl lago d’Averno è uno specchio di acque cupe dalla forma ellittica che occupa un antico cratere dove gli antichi romani posero l’ingresso agli inferi. E’ il secondo per dimensione nei Campi Flegrei, dopo il Fusaro. Di origine vulcanica profondo al centro circa 34 metri. Un posto stregato dove, per la presenza di antiche rovine, la natura si sposa con la cultura dando vita ad uno spettacolo davvero prodigioso.

Già questo basterebbe a incuriosire i più per una passeggiata, quella che l’associazione culturale Econote ha organizzato per domenica 17 gennaio alle 10.30 per percorrerlo e ripercorrere la storia di quei luoghi.

Averno nell’antichità era anche sinonimo di Inferno, infatti Virgilio nel VI libro dell’Eneide ne parla come ingresso agli Inferi. Mito, leggenda, fauna e flora si mescoleranno fino all’inserto teatrale a cura di NovArt Officine, gli amici che hanno accompagnato l’associazione anche durante la passeggiata al Petraio con rappresentazioni teatrali di Scarpetta.

Punto d’incontro presso l’accesso al lago d’Averno vicino al ristorante Caronte alle ore 10.30, quota di partecipazione 10 euro. Si raccomandano scarpe comode. Come sempre per tutti gli itinerari ecosostenibili dell’associazione, la prenotazione è obbligatoria a info@econote.it e al numero 3398877884.

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