“Quella delle ecoballe è un’emergenza di natura ambientale ma anche un problema di credibilità, dato che diventa ridicolo parlare di sviluppo e turismo in queste aree finché avremo distese infinite di ecoballe”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha parlato dell’emergenza ambientale nella Terra dei Fuochi

Vincenzo De LucaNapoli, 21 gennaio – “Con la commissione parlamentare bicamerale Ecoreati abbiamo finalmente avviato la risoluzione del problema delle ecoballe, un’emergenza di natura ambientale ma anche un problema di credibilità, dato che diventa ridicolo parlare di sviluppo e turismo in queste aree finché avremo distese infinite di ecoballe”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha parlato dell’emergenza ambientale nella cosiddetta Terra dei Fuochi.

“Il problema – ha aggiunto De Luca – è ovviamente molto complesso: dovremo partire dalla bonifica delle discariche su cui sono impegnati 49 Comuni, affrontare la questione della Resit di Giugliano, su cui c’è un commissario di governo non ancora rinnovato, e contrastare i fuochi che vengono accesi in alcune zone. Infine c’è la necessità di uno screening di massa sulla popolazione femminile per quanto riguarda i tumori al seno, e bisogna affrontare la questione sollevata da molti comitati sui materiali inquinanti utilizzati dalle fabbriche che lavorano in nero, soprattutto nel campo delle calzature e dell’abbigliamento. Ci stiamo muovendo – ha concluso – in tutte le direzioni e l’importante è essere partiti per affrontare definitivamente i problemi della riqualificazione ambientale della Campania”.

Dalla Commissione bicamerale Ecoreati, presieduta dal deputato Pd Alessandro Bratti, trapela però scetticismo riguardo al piano straordinario di interventi per la rimozione delle ecoballe. Le perplessità riguardano tempi, sostenibilità economica e capacità di recupero energetico.

La principale perplessità è proprio sulle risorse economiche. Nel piano presentato da Palazzo Santa Lucia mancano i soldi per procedere con la bonifica delle 46 discariche abusive. Erano stati stanziati 61 milioni di euro di fondi europei del ciclo 2007-2013 ma sono andati persi il 31 dicembre scorso. La Regione dovrà trovare altrove le risorse, come confermato dal documento di Economia e Finanza dell’Ente. “Gli interventi non completati entro il 31 dicembre 2015 – si legge nel documento – dovranno trovare adeguata copertura in risorse regionali ovvero nazionali o comunitarie al fine di garantire il completamento dei lavori entro breve termine, al fine del definitivo superamento della sanzione comunitaria”. Sanzione comunitaria (vai all’articolo) che costa allo Stato italiano 120mila euro al giorno ed è già costata in totale oltre 20 milioni di euro.

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