Pillole di calcio. Mercato, calcoli e diatribe di inizio estate.

PARACADUTE. “L’Inter mi prese non solo per la Primavera, e il mio contratto ha un paracadute. Quella di mettermi in prima squadra è stata un’idea del presidente, una scelta anche contro chi mi voleva bene perchè pure le persone che mi volevano bene cercavano di tutelarmi, di non bruciarmi. Infatti oltre al contratto di Serie A, il direttore Branca  mi fece fare un contratto paracadute nel caso fossi stato devastato da questa esperienza: un altro contratto di 2 anni in Primavera a cifre superiori” (Andrea Stramaccioni).

DESTINO. “Non mi sento nè un predestinato nè un fortunato. La Next Generation l’abbiamo vinta e secondo me è stata un pochino decisiva nello spingere il Presidente. L’Inter sin dall’inizio mi ha detto che mi prendeva non solo per la Primavera ma per formare una figura professionale. Il loro obiettivo era far sì che io facessi bene con loro e semmai farmi fare un percorso di Serie B sotto la loro orbita” (Andrea Stramaccioni).

ICONA. “Ho sempre studiato sin da piccolo per rubare i segreti degli allenatori della Roma. Poi Sacchi mi chiamò in Federazione e mi disse tante cose belle. Per me Arrigo Sacchi è un’icona, ma gli risposi che preferivo allenare una squadra tutti i giorni” (Andrea Stramaccioni).

OFFERTE. “Il futuro di Cavani lontano dal Napoli? Se ci sarà un’offerta folle, allora non ci sarà ragione che tenga. Ma per ora non si è visto denaro, mai.  e lo steso vale anche per Lavezzi. Io aspetto, ma da otto anni è sempre la stessa storia. Pagare moneta, vedere cammello” (Aurelio De Laurentiis).

AMBIZIONI. “Penso non sia mai troppo presto per vincere la Champions. Vincere è la nostra ambizione, sempre. Dobbiamo diventare competitivi sempre, il che significa essere capaci di arrivare fino alla fine quando la stagione arriva a marzo-aprile e si decidono le vittorie. Se rimani costantemente competitivo, allora sarai in grado di farlo anche anno dopo anno” (Andrea Agnelli).

CALCOLI. “Per quanto riguarda gli albi d’oro ufficiali si è trattato dello scudetto numero 28, ma se si chiede a ciascun juventino nel mondo, è lo scudetto numero 30. Si può dire che è una questione molto delicata. Dico sempre che uno dei privilegi nello gestire la Juventus è avere a che fare con i sentimenti e le emozioni delle persone. E per quanto riguarda le nostre emozioni noi abbiamo trenta scudetti” (Andre Agnelli).

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