L’obiettivo dichiarato della manifestazione è quello di “rallentare il percorso del ddl Cirinnà e pesare sull’iter del disegno di legge”. Se il Circo Massimo sarà pieno, il Partito Democratico potrebbe decidere di non forzare la mano sugli emendamenti e far slittare ulteriormente il voto sulle Unioni civili, che dal 28 gennaio è stato spostato al 2 febbraio

Family.DayRoma, 30 gennaio – È il giorno del Family Day, la manifestazione in cui sono confluite le varie anime del popolo contrarie al ddl Cirinnà, atteso alla prova dei voti a partire da martedì 2 febbraio a Palazzo Madama. In prima fila ci sono associazioni come ProVita, Giuristi per la Vita, Articolo26 e i neocatecumenali. Altri, come Azione cattolica e Cl, hanno lasciato liberi di partecipare o meno i propri iscritti.

L’obiettivo dichiarato della manifestazione è quello di “rallentare il percorso del ddl Cirinnà e pesare sull’iter di disegno di legge”. Se il Circo Massimo sarà pieno – gli organizzatori del Family Day dicono di essere in 2 milioni, ndr – il Partito Democratico potrebbe decidere di non forzare la mano sugli emendamenti e far slittare ulteriormente il voto al disegno di legge, che inizialmente previsto dal 28 gennaio è stato spostato al 2 febbraio.

Al Circo Massimo non è presente il ministro dell’Interno Angelino Alfano, ma ci sono diversi esponenti di Area Popolare. Hanno dato la propria adesione o comunque il loro sostegno Maurizio Sacconi, Rocco Buttiglione, Lorenzo Cesa, Giuseppe De Mita e Gianpiero D’Alia.

Per quanto riguarda gli esponenti Pd, hanno annunciato la propria presenza il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti e il dem Giuseppe Fioroni. Altri dell’area cattolica del Pd hanno preferito non andare per non esacerbare i toni, pur essendo convinti che il testo Cirinnà vada ulteriormente rivisto.

Tuttavia, dalle parole del vicesegretario Pd Lorenzo Guerini, non sembra esserci spazio per alcuno stravolgimento del ddl Cirinnà. “Noi ascoltiamo le piazze e ascolteremo anche le ragioni di quella di oggi – ha detto Guerini –. Con la consapevolezza che come Governo stiamo lavorando sul fronte della famiglia. Quando c’è un tema che riguarda i diritti delle persone – ha aggiunto – è un dovere occuparsene. Ascolteremo tutti e cercheremo una convergenza più ampia possibile”.

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