Andare in pensione a 63 anni? Si può. Ecco cosa c’è da sapere: la pensione anticipata contributiva

Chi può richiederla, quali sono i requisiti e come si calcola

pensione anticipataNoemi Secci, consulente del lavoro, in un articolo pubblicato sul portale di informazione e consulenza legale “La legge per tutti”, spiega le modalità per andare in pensione a 63 anni.

L’esperta elenca i requisiti stringenti imposti dalla legge Fornero per ottenere la pensione: per uscire dal lavoro nel 2016, sono necessari 66 anni e 7 mesi per la pensione di vecchiaia (per le donne  65 anni e 7 mesi, ma il requisito sarà uguale a quello degli uomini nel 2018), e 42 anni e 10 mesi per gli uomini per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne). Requisiti non semplici da raggiungere.

Esiste però una terza via per ottenere la pensione: si tratta della pensione anticipata contributiva, che può essere raggiunta a 63 anni di età (con l’aggiunta di 7 mesi, dovuta agli adeguamenti alla speranza di vita).

I requisiti per raggiungere la pensione anticipata sono:

– il possesso di almeno 20 anni di contributi;

– l’ammontare dell’assegno ottenibile, che deve essere superiore a 2,8 volte l’assegno sociale, in pratica la pensione deve risultare pari a 1255 euro.

La pensione anticipata contributiva non ha suscitato molto interesse, sinora, poiché si riteneva fosse riservata solo ai lavoratori con diritto al calcolo della pensione interamente contributivo. In pratica, si pensava che questo tipo di pensione fosse riservata a chi fosse privo di contributi versati prima del 1996. Una recente circolare dell’Inps, ha chiarito che può essere richiesta anche da chi possiede contributi versati precedentemente al 1996, qualora sia iscritto alla Gestione separata e opti per il computo nella gestione stessa della contribuzione posseduta in altre gestioni. In pratica,  agli iscritti alla Gestione separata (liberi professionisti e lavoratori autonomi, parasubordinati- co.co.co., o soggetti che hanno fruito dei voucher per lavoro accessorio) è data la possibilità di cumulare i contributi appartenenti a casse diverse in tale gestione, in modo da ottenere un’unica pensione, anche se la contribuzione da computare è stata versata anteriormente al 1° gennaio 1996. Poiché tutta la contribuzione versata o cumulata nella Gestione separata deve essere calcolata col metodo contributivo, la pensione anticipata contributiva può essere richiesta anche da chi, al 31 dicembre 1995, risulta avere dei contributi già versati.

Per ottenere la pensione anticipata contributiva col cumulo, è necessario richiedere la pensione nella Gestione Separata ed optare esplicitamente, nella stessa istanza di pensione, per il computo dei contributi accumulati nelle altre gestioni. Questo non è necessario per i contributivi puri, cioè per coloro che non possiedono contributi versati prima del 1996, laddove possiedano almeno 20 anni di contributi, perché possono accedere comunque alla pensione anticipata a 63 anni, anche senza computo.

La facoltà di andare in pensione anticipatamente a 63 anni deve essere misurata attentamente, in quanto il calcolo col metodo contributivo può comportare forti penalizzazioni. Il sistema contributivo non si basa sugli ultimi stipendi, ma sulla somma dei contributi accantonati e rivalutati (montante contributivo) e sul coefficiente di trasformazione, che converte i contributi in pensione, in modo più favorevole, quanto più è alta l’età pensionabile. La penalizzazione è dunque minore per quei soggetti che possedevano già, prima del computo, contributi non utili al calcolo retributivo.

One thought on “Andare in pensione a 63 anni? Si può. Ecco cosa c’è da sapere: la pensione anticipata contributiva

  1. E chi ha contributi anche prima del 1996 sempre all’Inps e non è mai stato iscritto
    ad altre gestioni in che posizione si trova?Non è chiaro per costoro se rientrano in questa possibilità o meno

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