Un uomo semplice e di grande spessore, coraggioso e tenace interpretato in scena da Sergio Castellitto: “Sapete ci sono film che sono contento di fare, altri che sono orgoglioso di fare. ‘Il Sindaco Pescatore’ è uno di quelli. E mi piacerebbe tanto sapere cosa ne pensa Angelo”

angelo_vassalloAngelo Vassallo un  esempio di grande senso civico e di amore per la legalità. che gli è costato la vita e che ora viene raccontato da Rai Fiction e Solaris Media in ‘Il Sindaco Pescatore’ l’8 febbraio in prima serata su Rai1.

Angelo Vassallo, esponente Pd, è stato sindaco di Pollica (Salerno) per tre mandati. Nel 2010 si era presentato per un quarto mandato: unico candidato era stato rieletto il 30 marzo con il 100% dei voti. Era stato anche consigliere provinciale a Salerno. Era noto anche come il sindaco pescatore per il suo passato di pescatore e per l’amore per il mare e la terra. La sera del 5 settembre 2010, mentre rincasava alla guida della sua auto, fu barbaramente ucciso per mano di uno o più attentatori. I suoi assassini sono ancora ignoti.

Ad interpretarlo, ora nel film, è Sergio Castellitto, che così commenta: “tutti avremmo voluto non dover fare il film e avremmo voluto che Angelo fosse ancora lì al suo posto, ma gli artisti segnano e segnalano il percorso di vite decisive, come è quella di Angelo che è stata decisiva per la sua famiglia e per il suo paese per divenire poi un simbolo per tutti”, lo ha raccontato al termine della prima visione del film, proiettato al cinema Barberini di Roma alla presenza della seconda carica dello Stato Pietro Grasso, del dg Rai Antonio Campo Dall’Orto, del direttore di Rai Fiction Tinni Andreatta, della famiglia di Vassallo e di moltissimi studenti.

Campo Dall’Orto ha evidenziato: “Il fatto che il servizio pubblico possa dare luce a storie come quella del sindaco pescatore è parte della nostra missione fondativa”.Il Dg Rai continua “Una figura semplice quella di Vassallo ma determinata nella sua volontà di riportare la legalità. Ecco perché è importante che storie come questa vengano raccontate spesso affinché ogni persona, con i propri mezzi culturali e le proprie esperienze, nel vederle possa sentire di diventare anche lei punto di riferimento per gli altri”.

Il direttore di Rai Fiction aggiunge: “appartiene al nostro patrimonio comune e la Rai nella sua missione di servizio pubblico, ha proprio il compito di riportare questa storia della nostra memoria ai giovani” – felice di condividere con le scuole la prima visione di una storia importante come questa Tinni Andreatta sottolinea il proprio “orgoglio nell’avere un grande interprete, attore straordinario e generoso, come Castellitto che dopo tanti anni ha deciso di tornare a lavorare con noi e che ha saputo interpretare questa storia senza retorica”.

Nonostante la storia di Angelo sia finita in modo tragico, il racconto televisivo è ricco di energia. E c’è una ragione che il regista Maurizio Zaccaro spiega: “Dall’incontro con gli amici di Angelo ho capito che dovevamo riaprire la sceneggiatura. Non solo. Proprio poco prima di girare, Dario ci ha dato delle pagine in cui c’erano le parole di Angelo e toccavano temi assenti fino a quel momento nella sceneggiatura, come la sua idea di far mettere la filodiffusione nei cimiteri. Insomma a darmi la chiave di questa storia è stato lo scambio con la famiglia e con gli amici ed è la chiave della leggerezza e non della tragedia”.

Il fratello di Angelo, Dario Vassallo presente durante la proiezione è convinto che “questo film servirà a raggiungere la verità”. “Il film finisce con nove colpi di pistola. E’ possibile che nessuno abbia sentito nove colpi di pistola?”, chiede. Come a voler dire che la visione del film potrebbe attivare nuove scelte da parte di chi finora ha deciso di tacere. “La ferita – sottolinea Castellitto più volte – è ancora aperta e per questo la biografia di Angelo vassallo è diversa dalle altre che ho interpretato, come nel caso di ferrai, di Padre Pio o di Coppi. Questa è una biografia vivente”. Ed aggiunge, questo film “è dedicato a tutti i sindaci perché è la storia di ogni sindaco che si impegna per tutelare la dignità dei suoi concittadini. Questa pellicola serve proprio a non lasciare i sindaci da soli. E se la rai ha sposato questa idea realizzando il film significa che qualcosa può cambiare”.

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