Comune di Napoli approva delibera su Ippodromo di Agnano

La delibera dispone gara semplificata per l’affidamento in gestione dell’impianto

ippodromo AgnanoNapoli, 19 febbraio – Nell’ultima seduta, il Consiglio comunale di Napoli ha approvato a maggioranza una delibera relativa all’Ippodromo di Agnano. La delibera dispone la gara semplificata per l’affidamento in gestione e gli indirizzi sull’avvio del procedimento per il suo ammodernamento.

La delibera, così come ricordato dall’assessore al Patrimonio Alessandro Fucito, si articola in due parti. Nella prima parte, di competenza della Giunta, si autorizza ad esperire una nuova procedura di gara per l’affidamento della gestione del complesso sportivo dell’Ippodromo di Agnano. Nella seconda, di competenza del Consiglio Comunale, vengono dati indirizzi per un nuovo e definitivo modello di gestione dell’Ippodromo sulla base del procedimento di cui alla legge 147/2013, con lo studio di fattibilità che preveda un ampliamento delle attività e la realizzazione di aree attrezzate anche per altri sport.

L’emendamento sugli indirizzi progettuali da seguire per i lavori di ammodernamento dell’Ippodromo sono stati illustrati dalla Consigliera Caiazzo (Gruppo Misto). Respinta a maggioranza la proposta del consigliere Moretto di rinviare la delibera per approfondimenti. La delibera è stata in seguito approvata a maggioranza.

Il Consiglio comunale nel corso della seduta ha anche approvato una delibera relativa all’approvazione del progetto definitivo per il completamento del collettamento delle acque piovane e delle fognature di Chiaiano – Camaldoli. Tale delibera è stata approvata all’unanimità dai 41 consiglieri presenti.

In Consiglio comunale non sono mancati momenti di tensione, per polemiche legate alla presunta esistenza di una “affittopoli napoletana”. Una piccola bagarre è scoppiata quando l’assessore al Patrimonio Fucito ha preso la parola per rispondere alle critiche dei consiglieri di opposizione e ha spiegato che il polverone alzato da alcuni organi di informazione riguarda un numero esiguo di casi, che una delibera del 2000 sull’emergenza abitativa, stabiliva dovessero essere trattati con le regole dell’edilizia residenziale pubblica. La situazione è tornata alla normalità dopo la breve sospensione dei lavori disposta dal presidente del parlamentino, Raimondo Pasquino.

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