Animae in San Lorenzo, uno spettacolo tra comicità e riflessioni pungenti

Prodotto dalla compagnia dei Naviganti InVersi, costruito e messo in scena esclusivamente per il Complesso Monumentale di San Lorenzo di Napoli

San LorenzoNapoli, 21 febbraio – Questo particolare progetto è stato una vera e propria scommessa per la compagnia napoletana. Ci saranno quattro repliche il 24 e 25 febbraio 2016 dalle ore 11 e alle ore 12. Nella giornata di giovedì 25 febbraio sarà presente anche l’assessore del Comune di Napoli per le politiche giovanili Alessandra Clemente. Il lavoro – che non è affatto una classica visita guidata teatralizzata, ma un vero e proprio spettacolo – ha ingranato col tempo, con enormi sacrifici da parte della compagnia, che rimanendo coerente a se stessa, ha continuato sempre e solo a puntare sulla semplicità e sulla qualità. Tra maggio e dicembre 2015 (escludendo i mesi da agosto a novembre), Animae in San Lorenzo è stato visto da quasi diecimila persone. La maggior parte dei visitatori non è stata campana.

Animae in San Lorenzo mescolando comicità mai banale e riflessioni pungenti permette allo spettatore di conoscere in primis Masaniello, Cosimo Fanzago, Boccaccio, Fiammetta e Gianbattista della Porta e poi, tra le mura degli scavi romani, Nerone, Poppea, Seneca, Fedro, Augusto e Giovenale. Tutti i personaggi sono rivisitati in chiave parodistica, le varie location del Complesso sono tutte utilizzate come palco. Gli spettatori si ritrovano così in una vera e propria escursione nei meandri della nostra cultura con un unico celato obiettivo: la riscoperta della bellezza. La bellezza di Napoli, in primis, attraverso uno dei tanti complessi monumentali spesso dimenticati o sconosciuti ai napoletani, troppo poco spesso conoscitori e turisti dei tesori invidiati in tutto il mondo. In secondo luogo, la bellezza della libertà, sia essa conquistata a suon di colpi di cannone, penna, di scalpello o recitata sopra un palcoscenico.

La contrapposizione tra Masaniello e Fanzago, tra le scene iniziali della pièce, in questo è emblematica. Il pescivendolo riottoso che in dieci giorni entrò nel mito e il polivalente artista affrontano nel loro dialogo aspetti opposti della napoletanità smarrita oggi al cospetto della crisi economica.

Ma non solo. Nel continuum spazio – tempo si sfiorano varie problematiche che, oggi come ieri, ci affliggono. E proprio per questo l’invito, quello che più colpisce dopo le situazioni comiche al limite del paradossale , sotto le “stelle” nell’incantevole cortile, è quello a non arrendersi. Uno spettacolo che ci ricorda che l’arte e la conoscenza alla fine trionfano su tutto: passato, presente e futuro.

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