Pomodoro San Marzano Dop e arte della pizza, Coldiretti chiede riconoscimento “made in Campania”

Dal formaggio senza latte alla libera denominazione dei vini, fino ad arrivare all’attacco al pomodoro San Marzano della Commissione europea

pomodoro san_marzanoSalerno, 23 febbraio – Tra Salerno e Napoli c’è una significativa ripartenza dell’agroalimentare della Campania. Coldiretti, ieri mattina a Salerno presso la sede della Provincia ha incontrato i sindaci dell’agro nocerino-sarnese e acerrano per la difesa del pomodoro San Marzano Dop. La sera stessa ha partecipato all’evento di Univerde e Associazione pizzaiuoli napoletani presso “Eccellenze Campane”, che apre l’ultimo giro di boa verso il riconoscimento Unesco dell’arte della pizza. Due battaglie con un unico scopo: la valorizzazione del “made in Campania” come patrimonio inestimabile.

La battaglia per il San Marzano dop ha un valore economico e simbolico al tempo stesso. Appare del tutto evidente che il commissario europeo sta commettendo un errore, anche rispetto alle norme vigenti. Tutto ciò che concorre a creare confusione e inganno nel consumatore già oggi non dovrebbe essere consentito”, afferma Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania e vicepresidente nazionale, riferendosi alla recente interrogazione al Parlamento europeo

“Ma questa vicenda – avverte Masiello – arriva dopo diversi segnali preoccupanti, dal formaggio senza latte alla libera denominazione dei vini. Tutti tentativi stoppati grazie all’impegno di Coldiretti, non solo a vantaggio degli agricoltori, ma anche dei consumatori e di tutta la filiera. E il riconoscimento Unesco per l’Arte della pizza è un tassello strettamente correlato. Siamo stanchi di subire furti d’identità. L’agroalimentare ha un valore economico enorme e deve avere lo stesso grado di tutela degli altri settori produttivi. Questa è la madre di tutte le battaglie. Altrimenti, salta tutto il lavoro fatto finora e salta l’economia di intere regioni” – la dichiarazione si inquadra nell’ambito della notizia secondo la quale per la Commissione Europea il pomodoro San Marzano non è prerogativa dei produttori italiani e campani.

“Un prodotto come il San Marzano – aggiunge Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania e Napoli – è riproducibile geneticamente, ma non è il seme che lo rende unico al mondo. Lo è grazie a un territorio particolare e a una sapienza agricola centenaria. Questo dà il valore economico al prodotto. E non possiamo consentire che si rubi il nome di un’identità territoriale. Altrimenti si consumerà di fatto una truffa ai danni di chi produce e di chi consuma”.

“L’area di produzione, che è quasi per metà nell’acerrano – ricorda – e per il resto nell’agro nocerino-sarnese, può certamente puntare sull’aumento della produzione. Per questo, abbiamo proposto ai sindaci salernitani e napoletani interessati, più un Comune dell’avellinese, di deliberare la richiesta di estensione della tutela anche alla vendita del pomodoro fresco”.

“La battaglia di Coldiretti è stata ampiamente condivisa dai sindaci e con il loro aiuto chiederemo alla Regione Campania e al governo di aprire un focus sulle tutele affinché l’Unione europea possa correggere le distorsioni”, conclude.

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