Unioni civili, il Senato approva maxiemendamento del Governo. Determinanti i voti dei Verdiniani. Cirinnà: “Una vittoria col buco nel cuore”

I voti a favore sono stati 173, i contrari 71. Sparisce la stepchild adoption e l’obbligo di fedeltà. Cirinnà: “Vittoria col buco nel cuore”. Il Movimento Cinque Stelle esce dall’Aula e non partecipa al voto

Unioni.civili.Monica.CirinnaRoma, 25 febbraio – Il Governo ha ottenuto al Senato la fiducia al maxiemendamento sulle unioni civili con 173 voti a favore e 71 voti contrari. I sì alla fiducia sulle unioni civili arrivano con 245 senatori presenti e 244 votanti. Questo perchè i senatori del M5S hanno lasciato l’Aula e non hanno partecipato al voto. Determinanti i voti di 18 verdiniani, che hanno permesso al governo il raggiungimento della maggioranza assoluta al Senato, che è a quota 161. Ora il provvedimento passa alla Camera. Oltre al M5s non hanno partecipato al voto i senatori del Pd Felice Casson e Luigi Manconi, i senatori Aldo Di Biagio, Roberto Formigoni, Giuseppe Marinello, e Maurizio Sacconi. Hanno dichiarato la loro contrarietà i gruppi Cor, Lega, Gal – tranne il senatore Riccardo Villari – e Sel. Tra i senatori a vita che hanno votato a favore Mario Monti e Giorgio Napolitano.

“Una vittoria col buco nel cuore”. È questo il primo commento della senatrice Pd Monica Cirinnà. La senatrice è infatti ben cosciente che il suo ddl, nei fatti, non esiste più. È stato sostituito da un maxiemendamento scritto dal Governo, che non prevede la stepchild adoption, cioè quella norma che permetterebbe l’adozione del figlio naturale del partner in una coppia che dà vita a una “unione civile”. Resta in piedi, invece, l’ultima parte dell’articolo 3, che dà ai giudici la facoltà di decidere i casi in cui ammettere l’adozione agli omosessuali del “figlio del partner”. Rispetto alla Cirinnà spariscono anche i riferimenti diretti al matrimonio e viene abolito l’obbligo di fedeltà. Resta però il cognome unico, la reversibilità della pensione e l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.

È stato un bel regalo all’Italia – ha detto Alfano – avere impedito che due persone dello stesso sesso avessero la possibilità di avere un figlio. Abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica, credo sia un nostro risultato”. Parole che il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha cercato di stemperare. “Credo – ha detto la Boschi – che oggi dovrebbe prevalere il buonsenso anche nelle dichiarazioni. Il regalo all’Italia è dire che non ci sono cittadini di serie B”. “E questa legge va nella direzione giusta”, ha aggiunto il ministro.

Intanto il movimento Lgbt conferma la manifestazione di protesta del 5 marzo a Roma, in piazza del Popolo, contro le scelte del governo e del Parlamento. “Oggi il Senato si appresta a scrivere una brutta pagina nella storia dei diritti civili nel nostro paese – dichiarano le associazioni in una nota congiunta –, approvando una legge sulle unioni civili che, caso rarissimo nell’intera Europa ed unico tra i paesi fondatori, ignora completamente l’esistenza e le esigenze dei figli e delle figlie di coppie omosessuali, chiedendo alla magistratura di sbrigare da sola questo incredibile vulnus della nostra legislazione. Ponzio Pilato non sarebbe riuscito a fare di meglio”.

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