Casavatore, candidato sindaco Pd Salvatore Silvestri si autosospende dal partito

Silvestri è accusato dai pm della Procura di Napoli di voto di scambio con l’aggravante camorristica

Salvatore Silvestri_GueriniNapoli, 2 marzo – “In relazione alle vicende che vedono Salvatore Silvestri interessato da un’inchiesta della magistratura, la segreteria metropolitana di Napoli rende noto che nella giornata di ieri il capogruppo del Pd a Casavatore ha comunicato la propria autosospensione dal partito”. Lo afferma in una nota Venanzio Carpentieri, segretario del Pd metropolitano di Napoli. Carpentieri ribadisce anche “la ferma posizione del Partito democratico a sostegno dei principi di difesa della legalità, trasparenza e rigore nell’esercizio dei pubblici poteri”, e auspica “sia fatta piena luce sui fatti contestati, anche in relazione ai paventati rischi di compromissione delle istituzioni democratiche” in seguito al caso di “Casavatore”.

Come vi abbiamo raccontato nella giornata di martedì (vai all’articolo) a Silvestri, candidato sindaco a Casavatore per il Partito Democratico alle ultime elezioni, i magistrati della Procura di Napoli Maurizio De Marco e Vincenza Marra, contestano il voto di scambio con l’aggravante camorristica. Oltre a Silvestri sono altri 15 gli indagati, tra cui l’attuale primo cittadino Lorenza Orefice, accusata di minaccia agli elettori con l’aggravante del metodo camorristico. Indagati anche il comandante dei vigili urbani di Casavatore, Antonio Piricelli, e il maresciallo Vincenzo Orefice. Piricelli è attualmente indagato per voto di scambio aggravato dall’abuso di potere e per omessa denuncia, in quanto non avrebbe denunciato all’autorità giudiziaria alcune notizie di reato.

Intanto emergono altri particolari sull’inchiesta portata avanti dai pm della Procura di Napoli. Questa sarebbe nata da un bigliettino trovato sul corpo di Ciro Cortese, un pregiudicato ucciso lo scorso 27 aprile fuori al bar Vittoria di Casavatore. Nella tasca del giubbotto di Cortese, considerato vicino al clan Vanella-Grassi di Scampia – all’epoca in lotta contro il cartello criminale degli scissionisti, ndr –, fu ritrovato il bigliettino elettorale di Mauro Ramaglia, candidato in una lista civica a sostegno di Silvestri. Sul bigliettino elettorale l’annotazione di una cifra: 2000. Dalle intercettazioni telefoniche, gli inquirenti sono riusciti a scoprire un’intensa attività di compravendita di voti. Le promesse erano soldi, posti di lavoro e buoni pasto.

La vicenda che riguarda Silvestri, in particolare, sta gettando molto imbarazzo nel Pd e rischia di prendere una piega nazionale. Come fu, del resto, per il Movimento 5 Stelle a Quarto Flegreo. Silvestri, nella galassia dem è considerato vicino alla corrente dei “Giovani Turchi” di Matteo Orfini, del ministro della Giustizia Andrea Olrando e Valeria Valente. Quest’ultima candidata per il Pd alla primarie del centrosinistra di Napoli, nella giornata di martedì ha dichiarato al quotidiano Il Mattino: “Questa vicenda ci rattrista. Nel rispetto del rapporto di fiducia con i cittadini, ribadiamo che l’impegno politico debba sempre essere improntato alla assoluta correttezza e trasparenza e siamo certi che Silvestri collaborerà fattivamente con gli inquirenti, a cui va la nostra fiducia e appoggio. Per noi – ha aggiunto Valente – la lotta alla criminalità e l’affermazione del principio di legalità sono priorità imprescindibili. Senza se e senza ma”.

Per sostenere l’allora candidato Pd, sfidante della Orefice, era sceso da Roma anche il vicesegretario del Partito Democratico, Lorenzo Guerini. “Durante la scorsa campagna elettorale per le amministrative, – ha affermato Guerini – all’interno di nove iniziative organizzate dalla segreteria regionale in 3 province della Campania nello stesso giorno, sono stato anche a Casavatore ad un evento con l’allora candidato sindaco, che ora è stato raggiunto da un avviso di conclusione delle indagini e quindi si è immediatamente autosospeso dal PD. Noi – ha aggiunto – non facciamo finta di niente e agiamo ben sapendo che la lotta per la legalità non ammette tentennamenti”.

Il Movimento Cinque Stelle ha chiesto lo scioglimento del Comune di Casavatore per mafia e che Guerini e Valente si rendano disponibili ad essere ascoltati dalla Commissione parlamentare Antimafia. “Si proceda immediatamente allo scioglimento del Comune di Casavatore e il Pd prenda esempio dal M5s, avviando l’espulsione di chi è sotto indagine, se ne hanno il coraggio”, affermano, come riportato da ilfattoquotidiano.it, i componenti Cinque Stelle dell’Antimafia. “A Quarto – aggiungono – eravamo parte lesa e le telecamere dei principali tg hanno stazionato giorni e giorni, ora un’incredibile e complice silenzio su Casavatore. Dove sono gli antimafiosi del Pd, i vari Picierno e Orfini? E l’informazione è sorda, complice. Ha paura dei clan, delle sue ritorsioni?”. Non cambia la sostanza di quanto riportato sul blog di Beppe Grillo, organo ufficiale del Movimento. “Gli ‘antimafiosi’ del PD, i vari Orfini e Picierno, tacciono e non mandano pullman; nessuno a Casavatore viene espulso dal partito; e soprattutto, non risultano pervenuti plotoni di telecamere e frotte di giornalisti per denunciare al mondo intero quanto accade nel paesino campano. Quando si tratta di PD, lo zittificio nazionale funziona sempre benissimo”.

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