De Girolamo (Fi) rischia il processo per l’inchiesta Asl di Benevento. Ad inchiodarla, le registrazioni dell’ex direttore Pisapia

I pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per la deputata e altri cinque indagati, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti della Asl di Benevento

Nunzia.De.GirolamoBenevento, 3 marzo – La Procura della Repubblica di Benevento ha chiesto il rinvio a giudizio, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti della Asl di Benevento, per Nunzia De Girolamo, la deputata di Forza Italia ed ex ministro del Governo Letta. Oltre alla De Girolamo, riferisce l’Ansa, è stato chiesto il rinvio a giudizio per altre cinque persone, tra cui il direttore sanitario Gelsomino Ventucci, il direttore generale Michele Rossi, l’ex capo della segreteria di De Girolamo, Luigi Barone – oggi componente del Direttivo Nazionale del Nuovo Centrodestra, ndr  –, un altro collaboratore della deputata, Giacomo Papa, e il sindaco di Airola, Michele Napoletano.

Le richieste di rinvio a giudizio sono state formulate dal procuratore capo Giovanni Conzo e dal sostituto Nicoletta Giammarino. Saranno esaminate dal gup il prossimo 29 aprile. I reati ipotizzati dai magistrati sono concorso in concussione, abuso d’ufficio e offerta di utilità per ottenere voti elettorali. I fatti contestati agli indagati riguardano provvedimenti adottati dall’Asl fra il 2010 e il 2013. L’indagine è nata da conversazioni tra l’ex direttore amministrativo della Asl di Benevento, Felice Pisapia, e la De Girolamo (vai all’articolo). Pisapia registrò di nascosto le conversazioni, che proverebbero secondo gli inquirenti, le pressioni e gli interessi politici e privati della De Girolamo sulla gestione dell’Asl.

“Solo in questo Paese – ha dichiarato De Girolamo al quotidiano Il Mattino una persona viene registrata in casa e su quelle registrazioni una Procura decide di costruirci un processo. Solo in questo Paese una persona che ha commesso peculato e truffa ai danni dei cittadini e ha violato la privacy e le prerogative di un parlamentare non viene rinviato a giudizio, ma tutelato ed esaltato”. La parlamentare, per suddetti motivi, si è anche detta convinta che “la conduzione delle indagini da parte dei due pm sia avvenuta in palese violazione di precise norme processuali”.

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