Al Circolo Ilva Bagnoli un progetto dedicato ai minori con bisogni speciali

Per i ragazzi del Servizio Diurno Polifunzionale di Nisida un percorso per valorizzare le potenzialità fisiche e psico-relazionali e per acquisire competenze di voga e nuoto per salvamento

circolo ilvaParte l’8 marzo  il progetto ‘Rowing and more for special need’ che vede impegnati la Sezione Canottaggio del Circolo ILVA Bagnoli, in particolare i responsabili Vittorio Attanasio e  Domenico Perna, l’Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali, con i docenti Domenico Bonaduce e Carmela Bravaccio, il Servizio Diurno Polifunzionale di Nisida, Alessandra Rossi, l’Associazione Autism Aid onlus, Paolo Vassallo, e alla Fondazione Banco Napoli.

Il progetto ha l’obiettivo di promuovere percorsi di valorizzazione delle potenzialità psico-relazionali dei ragazzi con bisogni speciali, sia con disturbi dello spettro autistico sia minori afferenti al Servizio Diurno Polifunzionale di Nisida. Tale sinergia consentirà di realizzare un percorso mirato alla valorizzazione delle potenzialità fisiche e psico-relazionali di minori con disturbi dello spettro autistico anche mediante il coinvolgimento di coetanei sottoposti a misure di rieducazione e riabilitazione sociale.

Inoltre, i minori di Nisida, opportunamente formati e monitorati, avranno l’opportunità di acquisire competenze di voga e nuoto per salvamento, propedeutiche all’acquisizione delle relative certificazioni professionalizzanti. Saranno seguiti dal maestro di salvamento Mario Abate per l’ottenimento del brevetto per “Assistenti Bagnanti” della Sezione Salvamento della Federazione Italiana Nuoto.

Il progetto è finalizzati quindi a valorizzare le potenzialità fisiche e psico-relazionali dei minori con bisogni speciali, con particolare attenzione alla maturazione della conoscenza/coscienza di sé, al graduale raggiungimento di migliori livelli di autonomia e socialità positiva, al potenziamento della coordinazione, dell’attenzione prolungata e del rispetto del ritmo e della velocità del gesto tecnico stabilito dal capo voga;assicurare l’inclusione sia dei minori con disturbi dello spettro autistico sia dei coetanei sottoposti a misure di rieducazione e riabilitazione sociale a partire dalla condivisione dell’esperienza di avviamento alla pratica di canottaggio a secco e in acqua, canoa e vela, secondo i più alti valori dello Sport; favorire l’acquisizione di competenze di voga, salvamento e assistenza bagnanti certificabili e professionalizzanti, da parte dei minori sottoposti a provvedimenti di giustizia; ricercare potenziali talenti remieri nell’ambito dell’esperienza formativa e professionale del canottaggio nazionale; innescare sinergie tra Enti e Istituzioni nella definizione di buone prassi replicabili anche in contesti analoghi; preservare la “risorsa mare”; diffondere la cultura della diversa abilità e del rispetto della natura.

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