Etica dell’impegno, tradizioni e vite precarie al Premio Letterario NapoliTime

Continuano gli incontri del Premio organizzato dalla nostra testata giornalistica. Un invito alla lettura rivolto alle giovani menti partenopee

Premio NapoliTimeNapoli, 9 marzo – Vite precarie, ansia del quotidiano, tradizioni partenopee, editoria, giovani, scuola e “buona scuola”, territori difficili, di frontiera, come tanti ne esistono nelle periferie delle nostre città. Ma siamo a Napoli. A Cavalleggeri d’Aosta, ed esattamente all’Istituto Comprensivo Gigante-Neghelli, dove con il nostro giornale abbiamo portato, anche quest’anno, un evento di approfondimento nell’ambito del Premio Letterario NapoliTime. 11 libri in concorso, 12 autori e dieci scuole di Napoli. Questi i numeri del concorso ma con un cuore pulsante: i giovani critici letterari che con il loro voto decreteranno il vincitore della terza edizione del Premio. Un incontro “tecnico”, un confronto con gli autori, di approfondimento e per dare libero sfogo alle curiosità dei giovani lettori.

Ospiti del dirigente scolastico del “53° Gigante Neghelli”, la professoressa Mariarosaria Scalella nel suo saluto ha suggerito alla platea dei giovani lettori partecipanti al Premio Letterario NapoliTime una riflessione sull’etica dell’impegno da coltivare in qualsiasi contesto. “Il rapporto con gli alunni, l’apertura alle loro esigenze ed aspettative – ha sottolineato la dirigente – rappresentano un modo concreto di calarsi nella realtà di una scuola inserita in un territorio complesso e difficile”. Per questo ha sollecitato gli alunni a fare altrettanto. “La lettura è un grande strumento per capire il mondo, per diventare consapevoli di come si sviluppa la propria esistenza e da qui partire per offrire il proprio contributo al miglioramento di se stessi e degli altri”.

Tre i libri sottoposti oggi alla consueta raffica di domande dei ragazzi: Casella numero 58” di Luigi Bartalini edito da Castelvecchi, Gli ingredienti di una vita” di Ciro Salatiello edito da Alessandro Polidoro Editore e La scuola che cattura”, il libro postumo di Marisa Martinelli, edito da Alessandro Polidoro Editore e curato da Marina Fadda.

In redazione sono arrivate come di consueto una valanga di domande di approfondimento alle quali il nostro particolare “invito alla lettura” ha dato risposta mettendo in contatto direttamente scrittori e lettori, in un confronto senza filtri.

Nel dibattito Bartalini ha posto l’accento sulla funzione comunicativa di un testo “sospesa tra operazioni di puro marketing del mercato editoriale e la passione profonda”. “Il personaggio di un libro – ha affermato l’autore di Casella numero 58 -, non può essere strumento al servizio delle convinzioni dell’autore ma deve essere costruito in modo da poter esprimere una identità autonoma”.  Una identità cui dà vita il lettore che interpreta i fatti narrati.

Tradizioni, esperienze di vita ormai passate, arte culinaria, si sono fatte largo nelle parole di Ciro Salatiello, lo chef del Calcio Napoli, quest’oggi in veste di scrittore. E come precisato dallo stesso, il suo, non vuole essere un ricettario bensì un libro che, attraverso la cucina campana, racconta sapori, tradizioni ed un intero territorio. Così il “soffritto” diventa “una ricetta malinconica che ricorda la povertà di chi con poco si sfamava”. Aprire una “bottiglia di pomodoro ci fa sentire il caldo di agosto e il profumo del basilico e ci ricorda l’abitudine delle famiglie di riunirsi per le conserve utili per l’inverno”.

A Marina Fadda il compito di narrare l’impegno e la fatica della preside Marisa Martinelli in scuole di periferia, territori difficili come il Rione Traiano e Ponticelli a Napoli. “Impegno e fatica – commenta Fadda – che hanno creato alla dirigente scolastica non pochi problemi e amarezze per essersi scontrata con chi non ammette che il cambiamento è possibile e ostacola chi mette la propria passione a servizio del miglioramento della vita degli studenti più disagiati”.

Passione, quindi. Quella passione che anima tutti noi nel fare qualcosa il cui ritorno è “solo” negli occhi che brillano dei ragazzi, lettori e critici letterari del Premio NapoliTime, mentre rivolgono le loro domande agli scrittori, vincendo in qualche caso l’ansia connaturata con la giovane età.

Incontro con gli scrittori al Gigante-Neghelli – Napoli, 9 marzo 2016

Pubblicato da NapoliTime Quotidiano On Line su Mercoledì 9 marzo 2016

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