Metalmeccanici: sindacati pronti a proclamare lo sciopero. Landini: “se il buongiorno si vede dal mattino… piove”

Obiettivo il rinnovo del contratto nazionale

metalmeccaniciUna lunga e lenta negoziazione al tavolo del rinnovo del contratto dei metalmeccanici tra Federmeccanica e le altre sigle sindacali che hanno rimandato l’esame più importante, quello sul salario, per l’11 marzo prossimo, in tempi ristretti poiché il 15 marzo si riapproverà in plenaria. Ed è proprio in questa situazione che Fim, Fiom e Uilm si preparano, unitariamente, allo sciopero e alle mobilitazioni. Dagli inizi del mese di aprile si avvieranno le convocazioni di attivi unitari sindacali (si presuppone a tre grandi assemblee, Nord, Centro e Sud) nei quali informeranno i lavoratori della situazione della trattativa. Inoltre, in calendario per il 31 marzo si renderà chiaro l’orientamento “contrattuale” di viale dell’Astronomia, e a seguire si terrà lo sciopero.

“Il percorso di questa trattativa dimostra l’impossibilità di arrivare ad una conclusione positiva. Non azzardo ipotesi ma è chiaro che questo negoziato necessita di un supporto: attivi unitari e sciopero compreso”, spiega il leader Uilm, Rocco Palombella. Ma l’ipotesi è all’ordine del giorno anche della Fiom, sopratutto dopo la decisione del Comitato centrale di dare mandato alla segreteria di decidere se incrociare le braccia. “Senza novità sul fronte salariale la trattativa non potrà proseguire che con la mobilitazione unitaria. Ne stiamo discutendo ma sta diventando una consapevolezza positiva”, aggiunge il leader delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini.

E di sciopero parla anche la Fim, da sempre il sindacato che maggiormente frena sul fronte mobilitazione. “Stiamo valutando unitariamente quanti attivi e quante ore di sciopero fare sapendo che un pezzo del settore sta vivendo una crisi pesante “, dice Marco Bentivogli che conferma il ‘riavvicinamento’ in questa trattativa con la Fiom. Il sindacato però intende muoversi con i piedi di piombo: “è chiaro che la mobilitazione deve andare in parallelo alla trattativa. In una mano il megafono ma con l’altra si lavori ad un accordo”. “Nessuno stop al confronto, che già vede tempi troppo lunghi. Bisogna impegnarsi tutti per stanare Federmeccanica perché a me non interessa l’unità della disperazione; voglio uno sciopero che funzioni, non un esercizio ginnico, e che serva a far cambiare idea a Federmeccanica”, scandisce ancora Bentivogli.

Ma anche su temi “meno importanti”, le posizioni tendono ad allontanarsi. Si tratta dell‘inquadramento professionale un argomento che Fim Fiom e Uilm hanno affrontato nella giornata di ieri. Infine, la proposta di revisione delle qualifiche proposte da Federmeccanica oltre ad essere, per i sindacati, “lunga e farraginosa” si è rivelata anche a costo zero per le imprese.

“Le proposte delle imprese presentateci in pompa magna il 22 dicembre scorso si vanno sgonfiando: erano quindi sono uno spot pubblicitario”, commenta in una pausa il leader Uilm, Rocco Palombella deluso dal fatto che nelle nuove norme che rimanderebbero in realtà ad una commissione di monitoraggio e ad una sperimentazione di nuove qualifiche “non si intravedano benefici economici” contrariamente a quanto assicurato dalle imprese all’avvio della trattativa. E la proposta appare “lunga e complicata” anche per Landini che ironizza sull’evoluzione futura del negoziato: “se il buongiorno si vede dal mattino… piove”.

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