Casalnuovo, RA.M.OIL chiarisce: non effettuiamo alcun tipo di smaltimento e non ritiriamo rifiuti destinati all’incenerimento

Comunicato stampa – “Le nostre attività nel pieno rispetto della legge, restiamo aperti al confronto con le realtà del territorio”

RamoilCasalnuovo – Mercoledì 10 marzo con un partecipato corteo, i cittadini di Casalnuovo hanno dimostrato contro la raffineria Ra.M.Oil che tratterebbe oli di motore esausti in pieno centro. Il corteo è partito dalla stazione della Circumvesuviana di Casalnuovo, procedendo per via Arcora, via Nazionale delle Puglie, via Plinio e via D’Annunzio. Secondo i manifestanti l’impianto rappresenta un pericolo per la sicurezza dei cittadini. Una delegazione ha poi incontrato i dirigenti dell’azienda che a mezzo di comunicato così apre al dialogo e precisa:

“Massima apertura al dialogo e un rinnovato impegno a informare i cittadini, le istituzioni e le organizzazioni ambientaliste del territorio di Casalnuovo. E una pronta disponibilità a sedersi a un tavolo per confrontarsi, da operatori responsabili, su tutte le possibili iniziative da intraprendere per migliorare la situazione di un territorio fragile dal punto di vista ambientale. E’ questa la posizione espressa dalla RA.M.OIL, la Raffineria Meridionale Oli Lubrificanti presente a Casalnuovo dal 1963, rispetto alla manifestazione odierna di protesta contro l’inquinamento ambientale del territorio. Una giornata che si è chiusa con un primo, positivo confronto con una delegazione dei manifestanti all’interno dell’azienda stessa, e che sarà seguito presto da una giornata di “porte aperte” che coinvolgerà i tecnici di RA.M.OIL e dei comitati, e alla quale sarà invitata a partecipare anche l’amministrazione comunale.

IL RISPETTO DELLE LEGGI E L’APERTURA AL TERRITORIO – “L’azienda – chiarisce il responsabile delle relazioni esterne, Guido Verde – ha sempre operato nel totale rispetto delle normative esistenti, disponendo delle autorizzazioni necessarie per lo svolgimento dell’attività industriale nonché delle certificazioni di qualità, ambiente e sicurezza rilasciate da enti internazionali. Abbiamo già avviato da tempo un processo di precisa e puntuale rendicontazione delle nostre performance ambientali certificato dalla SGS, ente terzo e società fra le più rigorose presenti sul mercato: siamo sottoposti periodicamente ad accurate verifiche ispettive e ogni anno forniamo, così come previsto dal piano di monitoraggio imposto dalle nostre autorizzazioni, i dati relativi alle emissioni. In ogni caso, alla luce delle sollecitazioni che provengono da alcuni gruppi di cittadini, siamo pronti – qualora le condizioni complessive del territorio lo richiedessero – a fare anche di più e ad approfondire, con tutti gli enti preposti e con la comunità, le modalità più adatte per migliorare ulteriormente l’integrazione con il territorio e il tessuto cittadino, a cominciare da iniziative a sfondo sociale”.

LE ATTIVITA’ DI RAMOIL – “Rispetto alle voci destituite di fondamento che circolano sul nostro operato – prosegue Verde – è innanzitutto il caso di chiarire che RA.M.OIL non effettua alcun tipo di smaltimento, e più precisamente non ritira alcun tipo di rifiuto destinato all’incenerimento. RA.M.OIL è l’impresa leader in Italia nella produzione e raffinazione di oli speciali, vaseline e cere, ed esporta i suoi prodotti in tutto il mondo; l’attività principale dello stabilimento è rappresentata dalla lavorazione di oli bianchi destinati all’industria farmaceutica, cosmetica e alimentare. RA.M.OIL è anche la seconda azienda italiana impegnata nel recupero di oli usati attraverso un processo virtuoso di rigenerazione che, ottenendo oli base assimilabili per qualità e caratteristiche agli oli di prima raffinazione, produce lubrificanti destinati all’industria e all’autotrazione. “Di conseguenza, anche in virtù del nostro lavoro, l’Italia si colloca ai vertici mondiali per il recupero e il riciclo  dell’olio usato che, in adempimento degli obblighi previsti dalla normativa comunitaria, viene trasformato in risorsa, impedendone la dispersione nell’ambiente e consentendo di risparmiare sulle importazioni di petrolio. Un lavoro quotidiano che si avvale delle migliori tecnologie disponibili sul mercato (BAT) e che viene svolto per grandi committenti italiani e internazionali che ci impongono standard qualitativi e di sicurezza all’avanguardia. Ad ulteriore garanzia dei cittadini inoltre, tutte le nostre attività prevedono per la loro natura il costante presidio della Guardia di Finanza”.

I CONSUMI E LE EMISSIONI – Negli ultimi anni RA.M.OIL ha già intrapreso un percorso di migliorie continue dal punto di vista dei consumi e delle emissioni in atmosfera. “Abbiamo ridotto i consumi di risorse e di energia termica,  questo grazie a una caldaia a recupero di ultima generazione per la produzione di vapore dotata di ben due unità di filtrazione posizionate in serie”. Al contempo si è registrato nel triennio 2013-15 un deciso decremento delle emissioni in atmosfera, sia in termini quantitativi che qualitativi: tutte le emissioni registrate si sono mantenute di gran lunga al di sotto dei valori limite indicati dal Decreto legislativo 152/2006 “Norme in materia ambientale”, e dei limiti, decisamente più restrittivi, prescritti dall’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).

LE AUTORIZZAZIONI – Dal 1963 alla RA.M.OIL sono sempre state rilasciate tutte le autorizzazioni, necessarie allo svolgimento dell’attività, da parte degli enti preposti. Nel 2011 la Regione Campania, sentito il parere degli enti di controllo – Provincia di Napoli, ARPAC, ASL, ATO (Ente d’Ambito Napoli Volturno) e Università degli studi di Napoli Parthenope – ha conferito all’azienda l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

A TUTELA DEL BUON NOME DELL’AZIENDA – Porte aperte, insomma, al dibattito e al confronto con le istituzioni e con i cittadini al fine di fugare ogni dubbio sul buon operato di una realtà che è considerata, da tutti i player nazionali e internazionali, un’eccellenza italiana e un fiore all’occhiello per l’economia campana. “Alla nostra trasparenza – conclude Verde – corrisponderà però la doverosa tutela del buon nome dell’azienda verso coloro che, pretestuosamente, ne mettano a rischio l’attività e le capacità occupazionali”.”

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