Olio dalla Tunisia, Coldiretti: il made in Italy si difende quando si fa la spesa

L’olio di oliva al centro del dibattito della Coldiretti

olioDopo la mobilitazione, a Catania, di numerosi contadini scesi in piazza per difendere il prodotto agricolo italiano, ormai a rischio con l’entrata in scena di prodotti provenienti dall’Estero, Roberto Moncalvo, Presidente della Coldiretti, ha affermato: “Dopo che nel 2015 in Italia sono aumentate del 481% le importazioni dell’olio di oliva della Tunisia, per un totale di oltre 90 milioni di chili, è un errore l’accesso temporaneo supplementare sul mercato dell’Unione di 35mila tonnellate di olio d’oliva tunisino a dazio zero, per il 2016 e 2017.” Al centro dell’attenzione c’è “l’olio”. Con le varie agevolazioni, quasi l’intero import in Italia proviene dal paese africano. La grande preoccupazione, sottolineata dal Presidente della Coldiretti, è quindi il rischio di un aumento delle frodi con la presenza di etichette italiane su un prodotto, “l’olio d’oliva”, che in realtà non lo è interamente, ma è frutto di miscele di olio italiano e non. Il dito è puntato contro la mancanza di trasparenza nonostante sia obbligatorio indicare per legge l’origine in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009.

La soluzione però esiste. E la scelta si fa al momento della spesa. Secondo la Coldiretti è necessario fare maggior attenzione e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, dove è ben specificato che la produzione proviene dal 100 per cento delle nostre olive.

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