M5s, Matteo Brambilla si presenta al pubblico: “Napoli è la mia città”

Stamane la conferenza stampa all’Hotel Continental, alla presenza di deputati campani e consiglieri regionali Cinque Stelle. “Oroglioso di essere stato scelto come portavoce del Movimento. Presto sarà pronto il programma”

Matteo.BrambillaNapoli, 19 marzo – A poco meno di una settimana di distanza dal trionfo alle Comunarie (vai all’articolo), il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle alle Elezioni Comunali di Napoli, Matteo Brambilla, si presenta ufficialmente al pubblico. Lo fa in una sala dell’Hotel Continental di via Partenope. Al fianco di Brambilla, deputati campani e consiglieri regionali Cinque Stelle.

Brambilla inizia la conferenza stampa ricordando Don Peppe Diana, parroco della diocesi di Aversa, ucciso il 19 marzo del ’94 dalla camorra. Un omaggio dovuto, spiega, a una persona che ha dato la propria vita per le idee in cui credeva. Poi Brambilla inizia a chiarire i motivi che lo hanno portato a scegliere di candidarsi a sindaco di Napoli. “Mi chiamo Brambilla e il mio nome tradisce le mie origini monzesi, ma non ho scelto io di nascere lì. Napoli invece è la città dove ho scelto io di andare a vivere. Napoli è la mia città. Ho sentito che Napoli era la mia città – aggiunge – quando camminando per il centro storico mi sono lasciato ‘inghiottire’. Ho sentito che era la mia città perché nella mia vita nessuno mi ha mai regalato niente. Napoli lotta tutti i giorni per delle cose che sono dovute. Contrariamente a quanto accade nelle altre città italiane, dove nel centro storico abita la borghesia– sottolinea Brambilla –, qui abita il popolo di Napoli.”

Brambilla ripercorre l’epoca delle lotte che lo hanno visto protagonista contro la discarica di Chiaiano, la cui apertura era stata voluta dall’allora capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, che per uno strano ricorso storico oggi è il candidato di Forza Italia alle Elezioni Comunali di Roma. “La costruzione di una discarica in un parco – dice Brambilla – è una follia pura. Davanti a queste cose mi batterò sempre”.

Diverse le domande poste dai cronisti sul rapporto con de Magistris. “Le persone non dovranno guardare i nomi, Brambilla o de Magistris. Ma il progetto di città che quella persona ha in mente. Il sindaco de Magistris ha fatto delle cose buone. Per esempio sul tema dell’acqua in quanto bene pubblico, che è un argomento su cui siamo assolutamente d’accordo. Ma, per il resto ha fallito quella che doveva essere la grande rivoluzione arancione”.

Anche Brambilla se fosse sindaco di Napoli oggi, come de Magistris, non si presenterebbe alla cabina di regia voluta dal governo Renzi su Bagnoli. “C’è un discorso ampio che va fatto – dice Brambilla –. Lì è stata fatta una finta bonifica e c’è un’inchiesta della magistratura in corso. Bisogna capire cosa è stato fatto prima e cosa si deve fare per bonificare. Sulla cabina di regia – aggiunge – so bene che esiste una veste istituzionale e un’altra più critica. Comunque da sindaco io non ci andrei”.

Sul tema dell’ambiente, sempre caldo in città, Brambilla afferma: “Implementerò la raccolta differenziata. Deve passare il concetto che chi si comporta bene va premiato e chi inquina paga. Oltre alla differenziata l’obiettivo imperativo è produrre meno rifiuti”. Sempre sul tema ambiente, Brambilla ha parlato anche delle ecoballe. “Hanno scritto sopra il nome di Antonio Bassolino. Lui ha barattato la salute dei cittadini napoletani con la propria carriera politica. Io non lo farò mai, non potrei mai più guardarmi in faccia”.

In contemporanea alla conferenza stampa di Brambilla, dall’altro lato della città, alla Stazione Centrale, c’è stata la contromanifestazione dei 36 espulsi dal Movimento. Questi ultimi sono accusati di aver lavorato per “manipolare il libero confronto per la formazione del metodo di scelta del candidato sindaco e della lista per le elezioni amministrative”. I 36 sono guidati dall’avvocato Luca Capriello e stanno ragionando su un ricorso giudiziario contro il provvedimento e contro l’esito delle comunarie. Capriello correva per la carica di candidato sindaco insieme con Elio D’Angelo e Roberto Ionta. Non è escluso che i 36 espulsi possano presentarsi alla Comunali con una propria lista civica denominata “Napoli Libera”.

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