Turismo e Cultura valgono il 10% del PIL Nazionale, ma in Italia quanto valorizziamo questo binomio?

Domenica 27 maggio, a Ferrara, si è concluso uno degli appuntamenti, tra i più importanti in Italia, dedicati alla vacanza culturale e d’arte. Il centro storico della città estense è stato il palcoscenico della 16a edizione della Borsa delle 100 Città d’Arte Italiane organizzata da Confesercenti in collaborazione con ENIT, Agenzia Nazionale del Turismo e Regione Emila-Romagna. La manifestazione, nata 16 anni fa, è tornata nella città di origine dopo una parentesi quadriennale a Ravenna.

In visita a Ferrara anche il Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, Piero Gnudi, la cui partecipazione si è inevitabilmente collegata ai drammatici fatti che hanno colpito la Regione. Il Ministro, ha partecipato alla riapertura della mostra “Sorolla. Giardini di Luce” e con l’occasione, ha confermato il sostegno del Governo ai terremotati.

Nel corso dell’evento, iniziato venerdì 25 maggio, si è svolto il convegno dedicato a “Qualità dei servizi di ospitalità e fruibilità dei beni culturali, risorse per la crescita del turismo”, organizzato da Asshotel Confesercenti in collaborazione con IS.N.A.R.T. e MiBAC.

Per l’intero weekend, Piazza Trento e Trieste è stata il salotto dell’Italia, in mostra le eccellenze culturali di tutto il Paese presentate ai visitatori anche attraverso degustazioni, esibizioni folkloristiche e dimostrazioni di artigianato tipico.

Sabato 26 maggio, il Castello Estense si è trasformato in una piazza affari dedicata al business turistico. In una splendida cornice, molto apprezzata dagli ospiti, ha preso sede il Workshop organizzato da ENIT, 380 operatori della più specializzata offerta italiana hanno incontrato 90 tour operators provenienti da 29 paesi, tra cui BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), Canada e Stati Uniti.

Ma quanto valgono oggi cultura e turismo? Secondo gli ultimi dati emersi a Firenze durante “Art & Tourism”, la prima manifestazione mondiale tutta dedicata al turismo culturale, il binomio concorre al 10% del PIL nazionale e le cifre sono sicuramente destinate a salire.

Il fatturato del turismo mondiale, tra il 2000 e il 2010, è raddoppiato ed entro la fine del decennio in corso è destinato a mantenere tale incremento. Intercettare questo flusso di viaggiatori, (nel 2012 i turisti nel mondo saranno oltre il miliardo di unità – fonte UNWTO) comporterà effetti importanti sulla nostra economia, ma non è così automatico; non basta lasciare le porte aperte e pensare di attingere sempre a quell’inesauribile patrimonio storico e culturale su cui ci siamo tanto adagiati.

È fondamentale anche diversificare l’offerta, compito del Ministero del Turismo, delle Regioni e dell’Agenzia Nazionale di promozione, spostando l’attenzione dalle più note mete turistiche, spesso strozzate e calpestate, verso le tante aree ricche di attrattive, ma scarsamente conosciute perché poco pubblicizzate.

Ad oggi siamo sempre in una fase attiva, l’Italia è percepita come una meta esclusiva e la componente culturale esercita una grande spinta motivazionale al viaggio, ma ci sono ancora molti punti di criticità che sono ancora il frutto del deficit culturale ed infrastrutturale del nostro Paese.

Riportando i dati del dossier ENIT, dedicato ai viaggiatori che si nutrono di cultura, sulla quasi totalità dei mercati è frequente la carenza del rapporto qualità prezzo dell’offerta ricettiva italiana e di standard omogenei su tutto il territorio.

Mancanza di mezzi di trasporto (maggiormente nel sud Italia) e anche di collegamenti aerei di linea e charter. Sarebbe necessario facilitare l’accesso migliorando la capacità di raggiungere i centri culturali. Si avverte la necessità di informazione e tempestiva diffusione delle iniziative. La competitività risente molto della mancanza di un’incisiva promozione in rete, la destinazione, nel suo complesso, viene ancora proposta in modo scadente. Nel 2012 esiste ancora una barriera di comunicazione per l’insufficiente conoscenza delle lingue straniere, anche dell’Inglese, la lingua franca per eccellenza, nelle strutture turistiche e non solo.

Il quadro che emerge oggi è che ci troviamo in una posizione di svantaggio anche se, avremmo tutte le carte in regola per far del turismo culturale un’eccellenza tutta italiana, quasi esclusiva, abbattendo la concorrenza. La conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico nazionale necessita sì di investimenti conservativi del patrimonio stesso, ma anche di investimenti sulle risorse umane. La formazione di professionisti, operatori qualificati è linfa vitale del settore turistico. In un mondo che sta correndo, sempre più globalizzato, solo la cultura e la riorganizzazione delle infrastrutture possono tenere testa alla concorrenza e garantire il rilancio dell’economia italiana.

La sfida del turismo è aperta, saremo capaci di coglierla? 

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