De Magistris traccia il “bilancio” di cinque anni da sindaco di Napoli. “Abbiamo fatto molte cose e tante ne dobbiamo ancora fare”

“Siamo andati in controtendenza in un momento storico in cui la crisi economica ci avrebbe quasi costretto a privatizzare, a licenziare e a cedere. Abbiamo rivendicato il diritto alla sopravvivenza e a una visione politica altra”. Così il primo cittadino durante la relazione sull’attuazione del programma elettorale in Consiglio comunale

Luigi.de.Magistris“Non esporrò in modo dettagliato e analitico ciò che è stato fatto in questi cinque anni, perché sarebbe un elenco con tante cose fatte e tante ancora che dobbiamo fare. Ma voglio sottolineare una serie di aspetti che considero particolarmente rilevanti”. Inizia così, davanti al Consiglio comunale riunito, la relazione del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, sull’attuazione del programma con cui quest’ultimo si presentò alle elezioni nel 2011. Una sorta di “bilancio” di cinque anni della sua amministrazione.

La prima questione che de Magistris ha affrontato è quella delle casse comunali. “Questo quinquennio si è svolto con un piano di riequilibrio e questo non ha aiutato, perché non ha consentito di avere l’agibilità economica che noi tutti avremmo sperato. Quando io e la mia Giunta ci siamo insediati – ricorda de Magistris – il Comune aveva 1 miliardo e mezzo di debiti, 850 milioni di disavanzo. I creditori del Comune venivano pagati a quattro anni. Abbiamo evitato il fallimento e salvato i servizi essenziali. Il prossimo sindaco di Napoli – ha sottolineato – troverà un bilancio sanato e saprà quello che potrà fare, cioè che potrà investire”.

Per quanto riguarda le partecipate, de Magistris ha evidenziato il lavoro che ha portato “alla riduzione del loro numero” e alla “loro messa in sicurezza, senza licenziare alcun lavoratore”. “Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto sulle partecipate – ha detto de Magistris –. Siamo orgogliosi del fatto che i servizi essenziali possano rimanere in mano pubblica”. Il sindaco ha anche ricordato come Napoli sia l’unica grande città d’Italia che ha attuato il referendum sull’acqua pubblica e l’unica città che va contro le “privatizzazioni selvagge”.

“Riguardo al mondo della scuola – ha detto il primo cittadino –, noi siamo andati in controtendenza rispetto ad altri che privatizzavano gli asili nido”. “La sicurezza – ha aggiunto – passa innanzitutto attraverso l’esercito dei bambini e delle maestre, poi viene tutto il resto. Abbiamo stabilizzato 380 maestre e non ci fermeremo qui”.

“Dobbiamo fare ancora tanto sulla sburocratizzazione e puntare a uno snellimento delle procedure” ha continuato il sindaco. “Un lavoro enorme è stato fatto sui Pua – Piani Urbanistici Attuativi, ndr – e sull’urbanistica. Deve finire l’alibi che non si può investire in città”.

“Anche il più acerrimo nemico – ha evidenziato de Magistris –, non può non rendersi conto del livello incredibile di turisti in città. Non per merito del sindaco e non perché, come dice qualcuno, la città è bella e i turisti vengono. È merito dei napoletani che hanno capito che la bellezza va raccontata. Vedere la gente che invade i vicoli della città – ha sottolineato –, a me interessa perché aumentano i consumi e si creano migliaia di posti di lavoro. Si mette in moto l’economia”.

“Le cose fatte – ha detto ancora de Magistris – sono tutte documentate. L’ambizione ulteriore è quella di rafforzare la posizione internazionale di Napoli. Siamo andati in controtendenza in un momento storico in cui la crisi economica ci avrebbe quasi costretto a privatizzare, a licenziare e a cedere. Abbiamo rivendicato il diritto alla sopravvivenza e a una visione politica altra. Napoli ci è riuscita ed è rimasta autonoma, non si è piegata. Ha applicato i principi costituzionali”.

Dopo l’intervento del sindaco c’è stato un botta e risposta tra quest’ultimo e il capo dell’opposizione in Consiglio comunale, Gianni Lettieri. L’imprenditore, che è candidato per il centrodestra alle Elezioni Comunali di Napoli, ha bollato come “falso” e pieno di “bugie” il “bilancio” tracciato dal primo cittadino. Nonostante fosse iscritto a parlare, Lettieri ha scelto di andare via. “Non sorprende visto che Lettieri è stato uno dei consiglieri comunali più assenteisti. Io sono qui e mi tratterrò fino alla fine invece Lettieri ha ritenuto di non intervenire”, ha detto de Magistris.

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