Io e te, da soli, al Nuovo Teatro Sanità

Il Nuovo Teatro Sanità apre il mese di aprile ospitando lo spettacolo Io e te da soli di e con Marcella Granito e con Gianluca D’Agostino

io e te da soliIl racconto scenico, sul palco di piazzetta San Vincenzo da venerdì 1 a domenica 3, denuncia i rapporti di reciproco sfruttamento fra uomo e donna. Nonostante le relazioni, di solito, partano con un bagaglio di sentimenti “alti”, si arriva, in questa storia, ad anteporre all’amore di un figlio i propri egoistici interessi. Lo spettacolo è liberamente ispirato al testo Soli con tutti di Alexander Gelman.

La vicenda si svolge nel salotto di casa Gori, nel giro di poche ore. I protagonisti sono tre: una moglie, un marito e un figlio che non vedremo mai. Dirigente di un’impresa edile, lui. Bibliotecaria, lei. Il figlio ha da poco iniziato a lavorare presso l’azienda del padre e, per un incidente gravissimo, si trova in ospedale. La sua uscita è prevista per il giorno successivo all’azione che vedremo rappresentata, quando tutto cambia. Alla moglie qualcuno racconterà la verità sull’incidente. Una “verità” nella quale è coinvolto anche il marito, una scoperta che sconvolgerà la loro quotidiana routine. Si apre così un vero e proprio vaso di Pandora. Al rientro a casa del marito, infatti, inizia uno scontro che fa esplodere rancori, gelosie, risentimenti ed invidie di anni e anni di matrimonio. Lo spettatore avrà la percezione che i due protagonisti abbiano in egual misura torto e ragione, come se fossero due esseri positivi e negativi al tempo stesso. Alla fine, però, si mostreranno per quello che sono: due persone con tanti, anzi troppi, scheletri nell’armadio.

A proposito del suo lavoro, la Granito spiega: “Il compito dell’arte e della cultura è quello di resistere all’egoismo che sempre più si manifesta nelle nostre vite, rivelando quanto di perverso esista nella società e nell’uomo. Solo così possiamo avere, forse, la possibilità, non tanto di eliminarlo, ma quantomeno di ostacolarlo e ridurlo al minimo”.

NOTE DI REGIA – Il compito dell’arte e della cultura è quello di resistere all’egoismo che sempre più si manifesta nelle nostre vite, rivelando quanto di perverso esista nella società e nell’uomo. Solo così possiamo avere, forse, la possibilità, non tanto di eliminarlo, ma quantomeno di ostacolarlo e ridurlo al minimo.
In questa storia, ogni momento mostra quanto ambiguo e contraddittorio è il rapporto tra esseri umani, facendo vedere come i due protagonisti siano parte integrante di un sistema sociale che deforma l’anima così tanto, da renderla incapace di provare sentimenti veri e sinceri. Il testo, inoltre, denuncia i rapporti di reciproco sfruttamento fra uomo e donna e nonostante le relazioni, di solito, partano con un bagaglio di sentimenti “alti”, si arriva, in questa storia, ad anteporre all’amore di un figlio i propri egoistici interessi.

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