Blitz di De Luca al Cardarelli: “corridoi pieni di barelle con pazienti in condizioni di promiscuità, immagini da quarto mondo”

L’emergenza sarà eliminata entro l’estate, questo l’impegno del presidente della Regione Campania

CardarelliNapoli, 2 aprile – Troppi pazienti in barella all’ospedale “Cardarelli” di Napoli e il presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca annuncia una riunione per “eliminare prima dell’estate questa vergogna”. De Luca questa mattina ha visitato il più grande ospedale del Mezzogiorno: “In particolare a Medicina d’urgenza – ha rilevato il Governatore – i corridoi pieni di barelle con pazienti in condizioni di promiscuità, immagini da quarto mondo, indegne di un paese civile”. “È intollerabile che la direzione del Cardarelli abbia consentito il permanere di questa situazione, mantenendo reparti al di sotto dei livelli minimi di dignità richiesti da una struttura pubblica. Non si può non registrare una prova di totale inadeguatezza dei responsabili di questa struttura. Sono situazioni incompatibili con la nuova organizzazione della sanità a cui stiamo lavorando”, ha detto ancora De Luca che ha voluto anche ringraziare il personale medico e infermieristico “che è impegnato nell’assistenza in condizioni drammatiche”.

“Il Cardarelli è una risorsa della sanità campana ma si lavora in condizioni difficili e spesso rimangono inascoltate le richieste d’aiuto”. Lo sottolinea, in una nota, il commissario dell’ospedale Cardarelli di Napoli, Patrizia Caputo, dopo il blitz di stamattina del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Nell’ospedale Cardarelli, continua la dottoressa Patrizia Caputo, “ogni giorno centinaia di medici, infermieri e personale sanitario svolge con professionalità e a rischio talvolta della propria incolumità il proprio lavoro. Stiamo parlando di un pronto soccorso di medicina d’urgenza: anzi dell’unico pronto soccorso di medicina d’urgenza di una città difficile, grande e complessa come Napoli. E’ un dolore, per tutti noi che da anni facciamo questo lavoro con abnegazione e sacrificio, dover in condizioni di collasso disporre ricoveri anche in situazioni non eccellenti”.

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