Referendum Trivelle, oltre 750mila i napoletani chiamati al voto

Sono 886 le sezioni elettorali dislocate sul territorio cittadino. Le urne resteranno aperte fino alle ore 23.00 di questa sera

Referendum.TrivelleNapoli, 17 aprile – Ci sono voluti otto mesi per arrivare al referendum Trivelle o anti-trivelle, il primo nella storia repubblicana promosso dalle Regioni. Sono 10 i  Consigli regionali che hanno chiesto la consultazione, tra questi anche quello della Campania.

Si vota dalle 7.00 alle 23.00 su tutto il territorio nazionale. A Napoli sono 751.957 i cittadini chiamati al voto: 351.157 sono maschi, 400.800 femmine. 886 le sezioni elettorali dislocate sul territorio cittadino.

Il referendum popolare è stato indetto per l’abrogazione della previsione che le attività di coltivazione di idrocarburi relative a provvedimenti concessori già rilasciati in zone di mare entro le dodici miglia marine, abbiano durata pari alla vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale.

Si vota per l’abrogazione del comma 17, terzo periodo, dell’articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, come sostituito dal comma 239 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, 208, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e salvaguardia ambientale”. Questa norma permette la ricerca e lo sfruttamento di giacimenti petroliferi o di gas naturale nel territorio nazionale compresi i mari entro le dodici miglia dalla costa. Chi vuole l’abrogazione di questa norma deve votare “Sì”, chi non vuole deve votare “No”.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, cioè se viene raggiunto il quorum, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi (50% degli iscritti al voto su base nazionale più un elettore). Il quorum è raggiunto, quindi, se partecipano alla votazione oltre 25 milioni di italiani (25.393.170 per la precisione).

Nel caso venga raggiunto il quorum, se i “Sì” dovessero essere più dei “No” sarà impedito l’ulteriore sfruttamento degli impianti già esistenti una volta scadute le concessioni: gli effetti si dovrebbero vedere a partire dal 2018, quando scadranno i permessi per 21 delle 31 concessioni attive in Italia. Se dovessero vincere i no, invece, la legge non verrà modificata e le estrazioni in corso potranno continuare fino all’esaurimento del giacimento.

Possono votare tutti i cittadini italiani maggiorenni alla data di oggi. Per votare l’elettore deve esibire la tessera elettorale e un documento di riconoscimento personale (carta d’identità, patente, passaporto, ecc.). Nel caso la tessera elettorale non risulti più utilizzabile per l’esaurimento degli spazi relativi alla certificazione del voto occorre richiedere una nuova tessera elettorale (vai all’articolo).

FOTO: tratta da ansa.it

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