Keith Haring. Il Murale di Milwaukee alla Reggia di Caserta

“La tela come materiale in sé è meravigliosa. È robusta, può essere venduta e in un certo senso è duratura. Ma mi inibisce. Spendo otto dollari per una tela di 75 centimetri per cento e per la pittura a olio; poi vado in paranoia per come riuscirà perché ho speso 12 dollari per quel quadro e penso che debba valere qualcosa. Invece, quando dipingo su un pezzo di carta che ho trovato oppure ho comprato a poco prezzo, e uso l’inchiostro ad acqua, faccio un intero quadro di 120 centimetri per duecentosettanta senza aver speso praticamente nulla..”

Così raccontava Keith Haring, pittore e writer statunitense, nei sui Diari. Faceva della sana economia oppure era un modo per fregare l’ansia da prestazione prima di iniziare un’opera? Forse Keith voleva solo divertirsi usando i più svariati supporti, infatti, come affermò egli stesso, voleva restare sempre un dodicenne, dentro.

Il murales di Milwaukee, una delle sue opere più rappresentative, può piacere anche agli occhi di un bambino proprio perché “i bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato”.

Dal 2 giugno al 4 novembre 2012, questo gigantesco murale, lungo trenta metri e alto due metri e mezzo e costituito da 24 pannelli in legno, sarà esposto nel percorso di visita degli Appartamenti settecenteschi di Palazzo Reale di Caserta.

Il murale di Milwaukee è stato realizzato nell’aprile del 1983, l’artista, arrestato parecchie volte per aver “imbrattato” i muri, fu invitato dall’università Marquette di Milwaukee a creare una grande opera nel luogo in cui sarebbe sorto il nuovo museo Haggerty. Si mise all’opera e raffigurò, sulla prima parete, una sequenza di bambini a quattro zampe e di cani che abbaiano (barking dogs), sull’altra parete dipinse qualcosa di più complicato, il cui tema dominante sono le figure danzanti ispirate ai ballerini di breakdance. A queste figure si mischiano le celebri icone della sua arte: il televisore con le ali, il cane, l’uomo con la testa di serpente,una faccia con tre occhi che fa la linguaccia.

L’allestimento espositivo, realizzato nella Sala dei Porti, è arricchito da fotografie e da un video che documentano le fasi della realizzazione e dai disegni fatti da Haring per l’occasione. Oltre al murale, viene esposta un’altra importante opera di Keith Haring appartenente, insieme a grandi capolavori di Warhol, Rauschenberg, Beuys e di molti altri, alla Collezione “Terrae Motus”.

La raccolta, costituita dal gallerista napoletano Lucio Amelio dopo il violento sisma che devastò il Sud Italia nel novembre del 1980, è considerata oggi come una delle più importanti collezioni d’arte contemporanea.

Nel periodo di creazione del murale di Milwaukee, lo stile di Haring rispecchiava quello dei disegni della metropolitana di New York ed esprimeva la vitalità della metropoli, forte energia e personalità. Il writer aveva le idee ben chiare: Un muro è fatto per essere disegnato, un sabato sera per far baldoria e la vita è fatta per essere celebrata.”

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