Piercamillo Davigo, bufera sul presidente dell’Anm dopo l’intervista al Corriere della Sera

“I politici dopo Mani Pulite non hanno smesso di rubare, hanno smesso di vergognarsi”. Le parole pronunciate da Davigo in un’intervista al Corriere della Sera, che fanno arrabbiare certa politica

Piercamillo.DavigoPo’Da quando è diventato il nuovo presidente dell’Associazione Nazionale Nazionale Magistrati, – l’organo di rappresentanza sindacale dei magistrati, ndr – non passa giorno che Piercamillo Davigo (in foto) non faccia parlare di sé. Il magistrato che negli anni Novanta seguì alcune inchieste di “Mani Pulite”, è tornato alla ribalta sui giornali per una frase pronunciata durante un’intervista del Corriere della Sera: “I politici non hanno smesso di rubare, hanno smesso di vergognarsi”. Apriti cielo. Sul presidente dell’Anm si è scatenata una bufera, con critiche provenienti anche da suoi eccellenti colleghi, come Bruti Liberati e Raffaele Cantone. Oltre che da innumerevoli esponenti politici.

Non è la prima volta che le parole di Davigo provocano qualche malumore nei palazzi della politica. Solo qualche giorno fa quest’ultimo aveva ritenuto di dover difendere l’azione dei giudici dalle critiche del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che aveva parlato di “pm tribuni” e aveva denunciato “la barbarie del giustizialismo”. La replica di Davigo era arrivata a stretto giro su La7, durante una puntata del talk “Dimartedì”. “Se Renzi – aveva detto Davigo ironizzando – ci dice che le sentenze possono arrivare in un anno, perché non in 15 giorni? Non c’è nessuna giustizia a orologeria, altrimenti facciamo un calendario in cui ci dicono che ci sono giorni in cui non possiamo fare processi”.

Con le nuove dichiarazioni di Davigo, il clima tra governo e magistrati si è man mano fatto sempre più teso. Tanto che per un attimo sembra di essere tornati indietro nel tempo, a quando Berlusconi era solito attaccare le toghe “rosse”. Clima teso che lo stesso Davigo ha subito tentato di stemperare: “Mi spiace che alle mie dichiarazioni sia stato attribuito un significato diverso da quello che hanno. Non ho mai inteso riferirmi ai politici in generale, ma ai fatti di cui di cui mi sono occupato ed a quelli che successivamente ho appreso essere stati commessi. Non ho mai pensato che tutti i politici rubino, anche perché ho più volte precisato che se così fosse non avrebbe senso fare processi che servono proprio a distinguere”. Renzi, molto irritato dalle dichiarazioni del presidente Anm, per ora sceglie di mantenere un profilo basso – sia sul piano personale che sul piano del Pd – e si limita a ribadire: “Rispetto i magistrati e aspetto le sentenze”. Una scelta, quella di non polemizzare eccessivamente con la magistratura, dettata dalla volontà di non ricordare agli italiani – e all’elettorato Pd – le polemiche a cui ci eravamo tristemente abituati durante gli anni d’oro del berlusconismo.

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