Attentato di Brindisi. Esiste una pista investigativa che porta alla San Vito Air Station? NapoliTime invita a riflettere.

Il 19 Maggio scorso, alle ore 07:45, al passaggio di alcune studentesse, qualcuno ha fatto esplodere uno o più ordigni davanti la scuola Morvillo Falcone di Brindisi. Melissa Bassi, una giovane di 16 anni, rimane uccisa dalla deflagrazione, e altre sue compagne vengono ferite riportando gravi ustioni su tutto il corpo.

Gli investigatori seguono diverse piste: attentato mafioso, iniziativa di un pazzo isolato, vendetta personale, atto terroristico. E sono attualmente alla ricerca di una persona, ripresa in un video dalla telecamera di un chiosco situato di fronte la scuola, che risulta essere fortemente indiziato quale probabile attentatore: nel video si vede un uomo passeggiare avanti e indietro nei pressi di un chiosco, davanti la scuola, per diversi secondi. Poi con il movimento di un braccio sembra azionare un telecomando. Dunque sparire dall’occhio della telecamera. Pochi attimi dopo avviene la deflagrazione.

Premesso che c’è un riserbo assoluto sullo svolgimento delle indagini, e che ciò che arriva alla stampa, e generalmente ai media, è ciò che gli inquirenti desiderano che arrivi. Noi ci chiediamo come sia possibile, nell’era di internet e del controllo mediatico globale, che nonostante la disponibilità di un video di buona qualità del probabile attentatore, la magistratura non sia stata ancora in grado di rintracciare questa persona? Una persona che ha fatto di tutto per farsi identificare, non indossando cappelli, passamontagna, e facendosi notare davanti la scuola e immortalare dalla telecamera del chiosco.

E’ possibile che non sia del posto? Che non sia italiano? Questo giustificherebbe il fatto che non abbia avuto nessun timore di farsi riconoscere. Oppure, è possibile che sia una falsa pista? Questo giustificherebbe anche la poco credibile ingenuità di passeggiare a volto scoperto davanti l’occhio di una telecamera. Ma poi, occhio indiscreto passato inosservato, o proprio perché lì, strumento utilizzato dall’attentatore per sviare le indagini?

Un articolo del 25 Maggio scorso, pubblicato su Tgcom24, afferma che chi segue le indagini, sta prendendo in considerazione anche la possibilità che l’esplosione sia stata causata attraverso l’utilizzo di tritolo, e non polvere pirica come inizialmente pensato. Si tenga presente che il tritolo (TNT) è da sempre utilizzato dai militari per far deflagrare le bombe.

In supporto alle indagini, e in virtù di quanto emerso sin ora, ci permettiamo umilmente di segnalare che la città di Brindisi dista soltanto 10 km da San Vito dei Normanni. E proprio lì, a breve distanza tra il paese e il porto di Brindisi, ha sede la San Vito Air Station: stazione dell’aeronautica militare statunitense gestita dalla 7275th Air Base Group sin dal 1960, come installazione alle dipendenze della base aerea di Aviano con il personale e le attrezzature di supporto forniti dal 6900th Security Wing. La base divenne autonoma nel 1961, passando sotto la gestione dell’United States Air Force Security Service (USAFSS). Nel 1964 vi venne installato il sistema AN/FLR-9 per lo spionaggio delle comunicazioni COMINT. Dopo la caduta del muro di Berlino, la base venne ritenuta dagli Stati Uniti non più utile operativamente, salvo riattivarla durante la crisi dei Balcani. Nel 2000 poi, l’installazione militare di spionaggio USA venne chiusa dai militari americani, e fu smontata parte del sistema di spionaggio AN/FLR-9, evidentemente anche in seguito a un’interrogazione parlamentare del 26 Febbraio 2000 del Senatore Stefano Semenzato (Verdi), nella quale si chiedeva chiarezza sulle reali attività svolte all’interno della base USA, che tuttavia solo nel 2003 venne restituita al governo italiano, che ne donò una parte all’United Nations World Food Programme (WFP). Il WFP nel 2006 ha iniziato l’utilizzo dell’installazione come centro di addestramento per i suoi funzionari logistici e per personale logistico di altre organizzazioni umanitarie. (fonte Globalsecurity.org)

La San Vito Air Station, secondo il rapporto “Interception Capabilities 2000” (studio preparato per il Parlamento Europeo dal giornalista britannico Duncan Campbell, che forniva le prove dell’esistenza e delle modalità di funzionamento del sistema “ECHELON” stazioni terrestri destinate alle intercettazioni delle comunicazioni internazionali. – Il sistema è oggi in grado di captare e analizzare oltre due miliardi di comunicazioni private al giorno. Comunicazioni che passano attraverso il telefono, il fax, internet, anche a scopi di spionaggio industriale e commerciale -) era uno dei centri di spionaggio delle comunicazioni del progetto NSA (National Security Agency) della CIA, in cui venivano raccolte informazioni usate per scopi di guerra commerciale a favore di industrie statunitensi.

La NSA è una struttura di spionaggio messa in piedi in seguito all’accordo UKUSA sottoscritto nel secondo dopoguerra da Stati Uniti e Gran Bretagna, e firmato poi anche da Australia, Canada e Nuova Zelanda. L’accordo, che venne reso noto solo nel marzo del 1999, ha tenuto sotto controllo le comunicazioni internazionali attraverso anche una serie di installazioni all’interno di basi militari in diversi paesi nel mondo. Il lavoro di sicurezza nazionale americana ha coinvolto l’NSA in numerose aree tecnologiche, inclusa la progettazione di molti modelli hardware e software per il controllo sociale e un’avanzata ricerca crittografica.

L’agenzia contratta con industrie private per materiali, equipaggiamenti e ricerche che non sviluppa autonomamente. Finmeccanica è una di esse, una delle più importanti e strategiche. Infatti, attraverso un comunicato stampa del 28 maggio scorso, il gruppo industriale italiano ha reso noto di essersi aggiudicato nuove commesse per un valore pari a circa 220 milioni di euro, attraverso le sue aziende Ansaldo Energia, Selex Galileo, Selex Elsag e Telespazio: AnsaldoEnergia, attraverso la controllata Ansaldo Nucleare, ha firmato con NA-SA (Nucleoeléctrica Argentina – Sociedad Anonima), un contratto che prevede il potenziamento e l’efficientamento del ciclotermico e del turbogeneratore nell’ambito del progetto di estensione di vita della centrale nucleare di Embalse, in Argentina.

Selex Galileo si è aggiudicata contratti con la Marina Militare indiana, per la fornitura di servizi di supporto e manutenzione presso il centro di manutenzione avionica del CARES (Centre for Avionics Repair and Software Development) del cantiere della Marina indiana di Kochi. E un secondo contratto con il Ministero della Difesa britannico per la fornitura di 20 torrette elettro- ottiche Titan 385ES-HD per la flotta di Chinook già in dotazione, e per i nuovi Mk.6 Chinook che entreranno in servizio dal2016. Inoltre, sempre Selex Galileo, si è aggiudicata un contratto dal prime contractor Lockheed Martin per l’aggiornamento delle capacità di puntamento laser degli elicotteri Apache in dotazione allo U.S. Army.

Selex Elsag invece ha siglato con Russian Post un contratto nell’ambito dell’automazione postale (realizzerà un sistema di Revenue Protection in grado di individuare eventuali perdite in entrata, derivanti da anomalie nell’affrancatura degli oggetti postali, lungo l’intera rete di uffici postali, centri di smistamento automatizzati e nodi di comunicazione). Mentre la società Telespazio ha siglato due contratti con il Dipartimento della Difesa statunitense per la fornitura di capacità spaziale commerciale. I contratti riguardano l’affitto di più di 350 MHz di capacità satellitare sui satelliti Eutelsat.

DRS Technologies infine, si è aggiudicata un contratto IDIQ (Indefinite Delivery, Indefinite Quantity) dal Ministero della Difesa americano per la produzione di sistemi di puntamento termico a lungo raggio SPOTR (Spot on Target) destinati alle Forze Armate statunitensi. A questo si aggiunge un altro contratto IDIQ siglato con la Marina americana per la fornitura di servizi di sicurezza elettronica allo SPAWAR (Space and Naval Warfare Systems Command).

(Per avere un quadro generale realistico di quanto siano strategicamente fondamentali, militarmente ed economicamente determinanti, gli asset aziendali di Finmeccanica per gli Stati Uniti, vi invitiamo a leggere gli articoli pubblicati su www.napolitime.it “Ansaldo, gli americani, i francesi. Il mercato nucleare dell’Europa dell’Est dietro il ferimento di Roberto Adinolfi?” il 10.05.12. “Adinolfi (Ansaldo nucleare): la rivendicazione FAI è attendibile. E se fosse invece una false flag?” il 13.05.12. E “Guerra economica e controllo sociale “made in USA”. Fantapolitica o rischio reale?” il 23.05.12).

Ma se gli asset di Finmeccanica sono galline dalle uova d’oro per gli americani, e la dimostrazione è ormai una quasi integrazione della tecnologia italiana con la cultura di spionaggio militare e commerciale americana nel mondo, per quale motivo l’Italia ha così tanta fretta di disfarsene? E’ un caso che proprio Alessandro Pansa, Direttore Generale del gruppo e membro del Consiglio per le Relazioni tra Italia e USA (fonte finmeccanica.it), abbia ribadito a Roma, a margine dell’assemblea di Bankitalia: “Ci stiamo lavorando” (fonte Corriere della Sera.it). In riferimento alla vendita entro la fine dell’anno della quota di controllo di Ansaldo Sts, Ansaldo Breda (commisioni treni TAV), e il 55% che ancora detiene di Ansaldo Energia (Ansaldo Nucleare)?

Si tenga presente che la restante quota del 45% è già proprietà del fondo USA First Riserve (Westinghouse – leader mondiale settore energia). E’ un caso che tutto ciò avvenga dopo il cambio, forzato da eventi giudiziari, dell’intera dirigenza Finmeccanica (dimissioni del Presidente Guarguaglini, e poi dell’AD Orsi), della dirigenza Selex (AD Grossi, moglie di Guarguaglini), e della scelta di William J. Lynn, ex vice ministro di Obama, carriera nell’industria missilistica e nucleare, come capo della DRS technologies (Finmeccanica) e supervisore di altre società controllate da Finmeccanica in Nord America, tra le quali la Selex?

E’ un caso che tutto ciò avvenga dopo il ferimento di Adinolfi (AD Ansaldo Nucleare), dopo il fallimento dell’attuale potere italiano alle elezioni amministrative, turno stravinto da movimenti civici e politici composti da un elettorato giovane e disilluso dalla politica, e che se si andasse a votare oggi spazzerebbe via in un solo turno elettorale un potere politico anchilosato (interlocutore unico per gli americani nell’ultimo mezzo secolo). Giovani, ragazzi e ragazze che si informano attraverso internet e che da sempre, e da tutti, sono additati come unica speranza di cambiamento della società italiana? E’ un caso che l’esplosione di Brindisi sia avvenuta davanti una scuola, per un messaggio tipo “le cose non devono cambiare”?

Eccoci tornati lì, nella città di Brindisi, il cui porto venne definito dall’Impero Romano “accesso strategico militare ed economico”. A pochi chilometri dalla base San Vito Air Station, attuale sede in Italia dello United Nations World Food Programme (WFP), comandato dal Direttore Esecutivo Signora Ertharin Cousin, ex ambasciatrice degli Stati Uniti d’America alle Nazioni Unite in Roma, sotto il mandato del Presidente Barack Obama. Di Chicago come lui.

E torniamo dunque alla domanda fondamentale: per quale motivo l’indiziato attentatore, quello del video, non è stato ancora identificato? Perché non aveva nessun timore di essere riconosciuto? Forse non è italiano. E a soli 10 chilometri da Brindisi potrebbe esserci una pista importante. Avranno il coraggio di guardare anche lì gli inquirenti?

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