Precari scuola: “il Tfa non serve a chi già insegna, chiediamo un periodo transitorio per abilitare la Terza fascia delle GI”

Continuano le contestazioni alla cosiddetta “Buona Scuola” di Renzi. Con l’approvazione della legge 107/2015 si manderanno a casa i docenti precari che avranno lavorato per 36 mesi con contratti a tempo determinato su posto vacante

Docenti Terza FasciaDopo Napoli e Roma è stata la volta di Milano. Sabato 23 aprile, l’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori, con base logistica ed organizzativa Napoli, si è riunita in assemblea presso la sala consiliare del Comune di Milano in via Sansovino, 9. Folta la partecipazione al convegno dal titolo “Terza Fascia GI, lavoratori precari o nuovi esodati?“. L’occasione di incontro è stata utile a rimarcare i tanti problemi della categoria e a fare il punto della situazione, partendo dal fatto che nell’ipotesi che si riesca a lavorare anche nel prossimo anno scolastico come in questi anni, i docenti precari di Terza Fascia e gli abilitati in Seconda Fascia dovranno fare i conti con la spada di Damocle che pende sul capo di decine di migliaia di lavoratori: dopo 36 mesi di contratti a tempo determinato su posto vacante, questi lavoratori saranno inesorabilmente espulsi dal mondo della scuola, grazie alla “Buona Scuola” di Renzi.

I partecipanti all’assemblea di Milano sono stati i Docenti Precari di Terza Fascia. Lavoratori che la Buona Scuola di fatto vuole cancellare per eliminare la supplentite, come più volte annunciato da questo governo. Dopo Napoli, a Roma e Milano, sono state programmate altre azioni di lotta e di comunicazione per portare avanti la battaglia per l’abilitazione di questi lavoratori che hanno alle spalle anni di servizio nella Scuola Pubblica. Servizio equivale a merito! Questa l’affermazione condivisa da più parti. Parole che però restano tali. Il Governo ancora una volta sembra sordo alle istanze che provengono da di chi la Scuola la vive, ignorando la richiesta di abilitazione che proviene da questa categoria. “Eppure – dicono i promotori dell’iniziativa – basterebbe estendere la procedura che nel 2013 ha portato all’abilitazione decine di migliaia di docenti e abilitare in automatico chi con laurea magistrale vecchio ordinamento e con più di tre anni di servizio si vede invece negare un sacrosanto diritto”.

Occorre una fase transitoria. E’ questa la richiesta dell’Associazione, una fase transitoria che permetta alla Terza Fascia di abilitarsi nei prossimi 5 anni partecipando a corsi riservati a chi ha acquisito punteggio con il sevizio prestato quotidianamente dietro una cattedra. “Il Tfa non può essere la risposta per questa categoria di lavoratori. I Tfa, limitati nel numero di posti e nelle classi di concorso, con sbarramento all’ingresso, sono utile strumento per formare i neolaureati, non certo chi lavora in qualità di docente da anni!”

Il convegno ha visto la partecipazione dell’Unicobas Lombardia, con l’intervento del segretario regionale Paolo Latella che in Regione si sta facendo paladino della proposta dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori per la richiesta di un nuovo Pas.

Indice puntato anche verso il concorso a cattedra prossimo a partire con le tante criticità. Criticità che vanno dalla distribuzione dei partecipanti nelle varie sedi con un calendario stravolto alla vigila dell’inizio della fase concorsuale, la mancata pubblicazione delle griglie di valutazione, la carenza di valutatori delle prove scritte, ma soprattutto indice verso nei confronti di un concorso che non farà altro che assegnare qualche decina di migliaia di contratti di praticantato a stipendio ridotto della durata di tre anni al termine dei quali è previsto un ennesimo esame per trasformare il contratto nell’agognato ruolo. Tutto questo sapendo che dal prossimo anno si prevedono solo 20mila assunzioni da Gae e da graduatoria di merito che si andrà a formare al termine di questo concorso. Una Graduatoria che sarà valida solo per i prossimi tre anni. Conclusione, il concorso che sta per partire, precluso ai non abilitati, fornirà contratti a stipendio ridotto ai vincitori abilitati che già lavorano regolarmente da anni. Trascorsi i tre anni, chi nel frattempo non sarà stato assunto avrà solo perso il suo tempo. Un concorso considerato inutile e dannoso dai precari della scuola.

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