Vernissage “Amor Vacui”, personale pittura di Salvatore Graf

Martedì 17 maggio, ore 19:30, si inaugura “Amor Vacui” alla Fonoteca  di via Morghen, in mostra tutti i giorni sino al 30 di questo mese. Sono poco più di 10 i pezzi che costituiscono il corpus allestitivo della nuova personale di Salvatore Graf, opere di dimensioni variabili (da 30×70 a 60×70) in acrilico su tela

Siepe acrilicoQuest’iter espositivo segna una fase di cambiamento all’interno del linguaggio dell’artista partenopeo che, tralasciando la raffigurazione di una Natura primigenia, favolistica e onirica, rappresentata su carta e cartoncino con china, biro, penna e graphos nei primi cicli creativi, sposta la sua attenzione dal figurativo, seppur surreale, all’astratto. Mutano gli strumenti della sintassi iconografica: da un lato, il supporto − da carta e cartoncino si passa alla tela − dall’altro, la tecnica preferisce l’uso dell’acrilico e non ricorre più a chine, biro e inchiostri che la facevano da padroni nelle opere precedenti per ottenere l’effetto puntiforme, del mosaico, dell’illustrazione.

Qui, invece, Graf si muove su tele con campiture ampie quasi monocromatiche su cui innesta un segno pittorico essenziale, a dir poco, minimale. Nella sua adesione a un codice più squisitamente astratto compie un lavoro di sottrazione, di pulizia del gesto raffigurativo che porta a un epilogo in cui gli elementi grafici sono severamente selezionati per un risultato elegante e intuitivo. La componente per così dire naturalistica vive ancora come fonte d’ispirazione, ma attraversa, prima di approdare alla tela, il setaccio di una sorta di stilizzazione in piena consonanza con la visione astratta. Da ciò l’amore per il vuoto, dichiarato nel titolo di questa personale, per un vuoto che diviene significante, laddove assurge al ruolo di veicolo espressivo, riempiendo, grazie all’uso del colore, l’opera stessa e divenendone, quindi, parte integrante e rappresentativa. Un vuoto, perciò, che non essendo più tale, funziona al fine di una resa essenziale e depurata da ‘scorie decorative’. Un vuoto scenografico che sembra ricordare le quinte di una messinscena nelle campiture larghe e nella, voluta e coerente, circoscritta scelta del pentagramma cromatico. Ciò perfettamente in linea con un lessema astratto in cui la natura, come già accennato, non ha smesso di sussurrare all’orecchio dell’artista le sue forme incantate, le ha solo trasfigurate in maniera altra, rendendo stilizzati, quasi metaforici e accennati, i suoi crepuscolari spaccati lunari, scorci di tramonti e porzioni di paesaggi in cui la padronanza del colore e la conseguente resa della luce si sostituiscono, nella parsimonia del segno pittorico, alla più classica descrizione figurativa. Nonostante un tale meccanismo di ‘deduzione’ pittorica, in cui il logos grafico è davvero ridotto al minimo, la carica evocativa e quindi il relativo impatto emozionale, pur se affidati quasi solo alla componente estetica, restano vivi e presenti. In queste creazioni, infatti, Graf compie un’equilibrata sintesi del segno pittorico, del figurativo simbolico, sino all’astrazione e alla raffigurazione tramite giochi e accostamenti di nuance vespertine, cromie primarie, pennellate dense e corpose, accanto a chiaroscuri in cui fondali netti sono rischiarati da improvvisi di luce e colore.

SALVATORE GRAF, classe ’74, si diploma al Liceo Artistico di Napoli e si laurea in pittura all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Artista a 360°, è appassionato di fotografia, si occupa, oltre che di pittura, anche della realizzazione di oggettistica e monili in ceramica. Ha preso parte con i suoi lavori a varie collettive a Napoli e in Campania, tra cui le ultime sono “Land Art Campi Flegrei” (2013), negli spazi di Sabina Albano ad “Antologhia” e a “Gennaro” (entrambe 2014) e alla II edizione di “Gennaro” (2015) presso il Consolato Onorario della Repubblica di Bulgaria a Palazzo Arlotta. La sua prima personale è stata “Natura Narrante” da Fonoteca nell’ottobre del 2014; poi “Landscape Game” nel giugno 2015 presso l’associazione AbbìAbbé”. Questa è la sua III personale.

Ingresso gratuito.

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