Rifiuti, a Villa Literno via le prime ecoballe. De Luca “Cancelleremo la vergogna della Terra dei Fuochi

Il presidente della Regione ha parlato di una “grande operazione di bonifica ambientale e di legalità”. Poi ha aggiunto: “Basta ad accuse infami. Basta guerre ad agroalimentare campano”

Vincenzo.De.LucaNapoli, 30 maggio – È iniziata oggi la rimozione delle ecoballe dal sito di stoccaggio di Taverna del Re, nel Comune di Villa Literno. Nel sito, posto al confine tra le province di Napoli e Caserta, si trovano più di 5 milioni di ecoballe, depositate negli anni dell’emergenza rifiuti. Tre anni è il tempo previsto per la bonifica dei suoli.

Stamane a Taverna del Re erano presenti il sindaco di Villa Literno, Nicola Tamburino, i sindaci dei Comuni limitrofi Giugliano e Parete, Antonio Poziello e Raffaele Vitale, il vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola e il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Quest’ultimo ha preso la parola da una pedana posta davanti i rifiuti stoccati nel sito “Abbiamo fatto un mezzo miracolo” ha detto. “Questa è una operazione di legalità. Noi combattiamo i poteri criminali nei territori, non nei salotti televisivi. Siamo – ha proseguito De Luca – davanti a un evento storico. È la prima grande operazione di bonifica ambientale e di legalità. Comincia qui l’operazione per cancellare la Terra dei fuochi. E trasformarla in Terra dei fiori”.

Sul rischio per la salute, De Luca ha promesso “il più sofisticato screening mai fatto in Europa, forse neanche nel mondo” sul grado di connessioni tra inquinamento da rifiuti e insorgenza di mali incurabili. “Faremo – ha aggiunto De Luca – finalmente chiarezza, stando lontano sia dalla minimizzazione sia dall’allarmismo e dalle inaccettabili strumentalizzazioni di chi attacca la Campania, e l’eccellenza dei suoi prodotti, solo per mere speculazioni di tipo commerciale”. Infatti, per De Luca il danno economico subito da molti prodotti della Campania “è frutto di parole dette a ruota libera, di accuse assurde, a volte infami, che sembrano frutto di guerre commerciali contro i prodotti dell’agroalimentare della Campania”.

FOTO: tratta da repubblica.it

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