Sanità, approvata proposta di legge in materia di semplificazione delle nomine

La legge è stata approvata a maggioranza. Duro scambio di accuse tra De Luca e il Movimento 5 Stelle durante il dibattito sulla legge

Vincenzo De LucaNapoli, 31 maggio – Il Consiglio regionale della Campania ha approvato la proposta di legge “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione per la procedura dei direttori generali delle aziende sanitarie e ulteriori misure di razionalizzazione”. La legge è stata approvata a maggioranza con 29 sì e 14 no su 43 votanti.

“Noi siamo commissariati dal 2009 e vogliamo uscirne entro il 2017. Ma per riuscirci ci vuole una sfida al limite di pazzia. Per questo dobbiamo correre e trovare dirigenti all’altezza”, ha detto il presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca. “Io – ha aggiunto – non voglio più nominare e prorogare i commissari, perché la situazione sta diventando delicata. Voglio rientrare nell’ordinario, non si può procedere all’infinito con i commissari”.

“Il presidente della Giunta regionale – ha continuato De Luca – nomina già i direttori, con la differenza che se c’è una nomina diretta si sa anche chi ne è responsabile. Tutte le nomine saranno poste all’attenzione del Consiglio e inviate alla commissione consiliare competente. Puntiamo a selezionare sempre tra i migliori e infatti terremo l’albo sempre aperto, aggiornandolo ogni due mesi invece che ogni due anni”.

Durante il dibattito sulla proposta di legge il presidente della Giunta ha duramente attaccato il Movimento Cinque Stelle. “Che voi parliate – ha detto rivolgendosi ai consiglieri 5 Stelle – a Torino, Sicuracusa, Genova o a Lecce gli argomenti sono sempre gli stessi. Siete totalmente indifferenti alla realtà dei fatti. Sulla trasparenza siamo cento passi davanti a voi, voi siete per l’opacità della gestione, io per la trasparenza”.

“Sui giornali di oggi – ha detto ancora De Luca – leggo di un sindaco bravo come Pizzarotti che chiede ancora ragione della sua sospensione. Sulla trasparenza ho visto che state facendo una crociata e come vostro condottiero avete chiamato Fico. Non so che lotta farete. Se potete ricordate a Di Maio che l’ho sfidato a un dibattito pubblico sulla trasparenza, in diretta tv, e non ho avuto ancora risposta”.

La risposta del Movimento 5 Stelle è arrivata dalla consigliera regionale pentastellata Valeria Ciarambino. “La Campania – ha detto la Ciarambino – torna ai tempi bui della lottizzazione delle nomine. È una legge che favorisce le clientele ed è in contrasto con la legge Madia, che entrerà in vigore nei prossimi mesi. Il decreto Madia, pur discutibile, mette dei paletti sulla base di una selezione che privilegi il merito e i curriculum. Torniamo – ha aggiunto – a un sistema che ha portato allo sfacelo attuale. Abbiamo scritto una lettera al presidente della Repubblica come garante supremo dei diritti costituzionali, in questa Regione il diritto alla salute è già negato e così la situazione non potrà far altro che peggiorare. Questa legge dimostra la debolezza di De Luca. Se fosse stato un presidente forte – conclude – avrebbe nominato in pochi mesi i direttori generali scegliendoli tra i migliori e invece ci relega alla mediocrità”.

Parole quelle della Ciarambino che sembrano confermate anche da quanto dichiarato al Quotidiano Sannita dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Sta per entrare in vigore – ha affermato la Lorenzin parlando del contrasto tra decreto Madia e la legge voluta da De Luca – una nuova norma nazionale che prevede un albo unico nazionale e procedure di selezione trasparenti e basate sul merito di valutazioni tecniche, di servizio e curriculari che riduce l’eccessiva discrezionalità e l’arbitrio nelle scelte. Ogni decisione potrebbe dunque essere transitoria”. La norma annunciata da Lorenzin prevede infatti l’identificazione di una terna di nomi da cui i governatori potranno scegliere. Proprio il modello che De Luca ha intenso mandare in soffitta ritenendolo troppo vincolante e burocratico, sostituendolo con una legge che aggira le commissioni per attribuire al presidente della Giunta regionale ogni scelta discrezionale.

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