Il terremoto colpisce alcune zone dell’Emilia Romagna, ma il turismo non deve tremare.

I terremoti del 20 e 29 maggio scorsi non avevano scoraggiato la vocazione turistica dell’Emilia, ne abbiamo avuto subito prova quando a distanza di pochi giorni dal primo sisma prese il via, a Ferrara, la 16a edizione della manifestazione “La Borsa delle 100 città d’arte”. “È un segnale che vogliamo riprenderci rapidamente”, disse l’assessore al Turismo dell’Emilia-Romagna, Maurizio Melucci, presentando la manifestazione, “Ed a parte le località seriamente danneggiate, a cui va il nostro pensiero, il sistema turistico dell’Emilia-Romagna è perfettamente efficiente e funzionante”.

La fiera turistica ed il workshop dedicato all’incontro tra la domanda estera e l’offerta italiana sono stati un un successo. Purtroppo, però, l’effetto terremoto, si è comunque propagato investendo tutta la Regione. Nelle strutture ricettive sono arrivate moltissime telefonate di disdetta delle prenotazioni e, sopratutto, la mancanza di nuove richieste da parte di mercati importanti come ad esempio quello tedesco, stanno facendo preoccupare gli operatori del settore. Come dar loro torto, adesso che la stagione estiva sta iniziando è determinante che l’andamento economico del comparto subisca meno danni possibili. Per questo, tempestivamente, lo stesso assessore al Turismo è tornato a parlare utilizzando tutti i mezzi di comunicazione.

“Stanno arrivando le prime disdette di viaggiatori stranieri, non solo nelle zone colpite dal terremoto ma sulle coste del Veneto e sul lago di Como”.
Questo problema è solo all’inizio e non va assolutamente sottovalutato perché, secondo Maurizio Melucci, è anche il risultato di un’azione di “sciacallaggio” finalizzato ad intercettare i flussi turistici stranieri, diretti in Italia, da parte dei Paesi competitori. Le notizie catastrofiche riportate dai giornali di tutto il mondo non sono realistiche e fin dal primo momento c’è stato il sospetto che l’allarmistica diffusione di dati, anche via web, da parte della stampa estera, potesse diventare uno strumento dannoso per l’Italia: proprio la stessa Ferrara è stata descritta come una città in ginocchio.

Chiara Ronchi, direttrice di “Iniziative turistiche”, ha smentito categoricamente questo scenario, ma queste sue parole: “I monumenti sono tutti controllati, hanno medici speciali che li tengono d’occhio e sono tutti completamente agibili”, non sono mai uscite dal nostro Paese.

Alla luce dei fatti, l’unico modo per non farsi sovrastare dalle false notizie è la diffusione, sfruttando la massima copertura, di immagini ed informazioni corrette e reali, per questo sarà proprio l’Italia a parlare di sé attraverso gli enti e le istituzioni a ciò deputate. ENIT, Agenzia Nazionale Turismo, e la Struttura di Missione, nata nel precedente Governo per il rilancio dell’Italia, forti della loro attitudine e del loro ruolo, hanno pianificato una mirata azione promozionale per tranquillizzare gli imprenditori del settore turistico italiano e garantire i turisti stranieri che hanno già prenotato le loro vacanze in Italia.

In una nota della Farnesina, si legge che “Il Ministro degli Esteri Giulio Terzi ed il Ministro per gli Affari Regionali, lo Sport e il Turismo, Piero Gnudi, hanno dato istruzioni alle Ambasciate ed a tutti gli Uffici della rete diplomatica e consolare nel mondo, al fine di assicurare capillare diffusione delle informazioni relative alla perfetta fruibilità delle località balneari sull’Adriatico e delle città d’arte”.

Anche dalla home page del sito del Governo Italiano il messaggio è chiaro:
“Con riferimento al terremoto che ha avuto per epicentro alcune aree dell’Emilia, in Italia, il Ministro degli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport, Piero Gnudi, intende rassicurare tutti coloro che hanno programmato o intendono programmare una vacanza nelle aree limitrofe. L’intera Regione Emilia-Romagna, le località balneari sul Mare Adriatico, i capoluoghi e le città d’arte nei territori prossimi a quelli direttamente interessati dal sisma, sono perfettamente fruibili. La riviera adriatica, in modo particolare, non ha subito alcun danno e tutte le strutture turistiche, sia ricettive che di servizio, sono perfettamente funzionanti”.

Lo scorso 2 giugno, il Ministro si è recato nella Riviera Romagnola per ribadire quali sono i territori danneggiati dai terremoti. Le aree, famose mete del turismo italiano ed internazionale, non sono tra queste. Sempre da Rimini, il Ministro Gnudi, ha confermato che attualmente, non sono previste agevolazioni fiscali, di nessun tipo, per quelle aziende dell’Emilia Romagna che hanno subito disdette di prenotazioni causate dalla paura del terremoto.

Ad oggi la speranza che la stagione turistica possa portare dei risultati positivi va di pari passo con la speranza che tutta la Regione possa rialzarsi ed uscire dalla paura e dall’incubo dello sciame sismico. Lo spiegamento di mezzi promozionali e mediatici avrà sicuramente un impatto costruttivo, certo è che le azioni di rappresentanza dovranno essere sostenute da quelle di sostanza. Quello che mi auguro è che finita la stima dei danni subiti, si provveda all’immediato restauro, in tempi brevi, considerando che i beni culturali del nostro Paese sono “materiale” prezioso per il turismo. Investire sul nostro patrimonio artistico vuol dire mantenere in vita una settore determinante per la sopravvivenza dell’Italia.

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