Brexit, De Luca: “Gran Bretagna si farà male, ma UE deve cambiare”

Il Presidente della Regione Campania, ai microfoni di Lira Tv, ha spiegato che la Brexit è “il risultato di una brutta percezione che i cittadini hanno dell’Europa, a causa della burocrazia e delle politiche di austerità”

Vincenzo De LucaNapoli, 25 giugno – “Credo che gli inglesi si faranno male dopo la Brexit, avremo alcuni giorni di grande turbolenza e disordine finanziario, poi bisognerà evitare ricadute su altri Paesi, che comunque ci saranno in qualche misura”. Lo ha affermato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, commentando il risultato del referendum in UK ai microfoni dell’emittente salernitana, Lira Tv. “Chi pagherà di più – ha detto De Luca – sarà la Gran Bretagna che subirà una svalutazione della sterlina, un indebolimento della moneta. Se fosse un paese esportatore sarebbe un vantaggio, ma non lo è. Lo siamo noi e la Germania. Pagherà più caro tutto il blocco di materie prime che deve importare”. De Luca ha spiegato che, secondo lui, il risultato del referendum è legato “a una spinta demagogica sul tema delle migrazioni, che peraltro è un fenomeno limitato in Gran Bretagna. Il risultato è inoltre legato a una percezione che i cittadini hanno dell’Europa, dal punto di vista della burocrazia e delle politiche di austerità che limitano le possibilità di investire, di creare sviluppo e lavoro. Anche questo aspetto della brexit va valutato con attenzione”.

Il risultato del referendum in Gran Bretagna, per De Luca deve ora “convincere la Germania che è il momento di voltare pagina sulle politiche di finanza su cui preme il governo tedesco. Se bisogna finanziare i grandi programmi di investimento bisogna farlo, altrimenti la crisi sociale diventa ingovernabile”.

De Luca ha parlato anche di temi nazionali, come i tagli agli enti locali. “Il governo – ha detto – deve riflettere sul sistema dei tagli agli enti locali. I Comuni non hanno i soldi per le manutenzioni ordinarie. Abbiamo avuto decenni di sprechi, ma se i soldi servono per erogare servizi essenziali, basta tagli lineari. I fondi vanno vincolati a obiettivi chiari, come per gli asili nido o l’incremento della raccolta differenziata”. “Salerno – ha aggiunto De Luca, facendo l’esempio della città di cui era sindaco – non può passare in sette anni da 62 milioni all’anno di trasferimenti statali a 29 milioni. È meno della metà. In queste condizioni è difficile amministrare”.

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