Sanità, il Comune di Napoli contro la chiusura di alcuni presidi cittadini

Non è ammissibile che i tagli alla salute pubblica passino sulla testa dei cittadini e dell’Amministrazione Comunale. Lo ha affermato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, all’incontro con una delegazione di cittadini, rappresentanti sindaco e Comitati del settore della sanità pubblica

Campania.piano.ospedalieroNapoli, 26 giugno – Nella giornata di sabato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, l’assessore Roberta Gaeta, e i presidenti della seconda e terza Municipalità, rispettivamente Francesco Chirico e Ivo Poggiani, hanno incontrato una folta delegazione di cittadini, rappresentanti sindacali, operatori e Comitati civici del settore della sanità pubblica, per discutere della riconversione di due nosocomi, San Gennaro e Annunziata, prevista dal nuovo piano ospedaliero redatto dal commissario di governo, Joseph Polimeni, d’Intesa con il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Secondo tale piano l’ospedale San Gennaro, che si trova nel rione Sanità, diventerà un centro pubblico di riabilitazione; l’Annunziata manterrà la sua funzione pediatrica ma si trasformerà in una casa della maternità, una sorta di consultorio con punto di primo soccorso territoriale, non ospedaliero.

Il sindaco de Magistris contesta tali scelte. “Non è tollerabile – ha detto il primo cittadino – che le scelte che riguardano la salute pubblica, della quale il sindaco è garante, avvengano senza interpellare le istituzioni locali e senza un preventivo confronto con l’utenza e la cittadinanza”. Poi, annunciando che mercoledì alle 11 l’amministrazione comunale sarà presente alla conferenza stampa indetta davanti Palazzo Santa Lucia, de Magistris ha aggiunto: “Stiamo valutando la possibilità di intervenire, mediante l’Avvocatura del Comune, sulle procedure di attuazione del piano ospedaliero di riconversione degli ospedali San Gennaro e Annunziata. Procederemo con tutti i mezzi necessari, finanche quelli giuridici, per la salvaguardia e la tutela della salute pubblica”.

“Nella città con più bambini d’Europa non è ammissibile che la Regione Campania trascuri la salute dei più piccoli, considerando soprattutto il dato della mortalità infantile in Campania che è molto più alta rispetto al dato nazionale: nel 2015 il 4,3% entro il primo anno di vita rispetto il 3,5 italiano. Per tutti questi motivi ed anche altri, presidieremo materialmente gli ospedali stando in prima linea insieme al popolo napoletano che vuole essere ascoltato”, ha affermato l’assessore Gaeta.

Nessun commento per ora né da De Luca né da Polimeni. Il presidente della Giunta regionale della Campania in queste ore si è limitato, senza fare i nomi, a dire: “I soldi non bastano mai perché a Napoli si ruba ancora”. Sotto accusa alcuni medici, che farebbero di tutto per gonfiare le prestazioni, attraverso prescrizione di esami non necessari o non opportuni. Questo porterebbe a un aumento dei costi e all’esaurimento dei tetti di spesa con largo anticipo rispetto a quanto previsto dalla Regione. Una situazione che De Luca ha promesso di cambiare, anche perché c’è la volontà da parte della Giunta regionale di uscire dalla fase commissariale.

Parlando della situazione del San Gennaro e dell’Annunziata la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino, ha affermato: “Non è più tollerabile questa assoluta mancanza di chiarezza e di certezze sul futuro dei presidi ospedalieri del centro storico di Napoli. Nei primi giorni della prossima settimana porteremo il caso in ‪Commissione Trasparenza‬ per affrontare con la massima urgenza e attenzione lo ‘smantellamento dell’ospedale dell’Annunziata’. Tanta fretta nel tagliare e chiudere e nessuna certezza su cosa e quando si aprirà per continuare a garantire l’assistenza sanitaria ai nostri bambini. Occorre mettere intorno al tavolo i vertici dell’Annunziata, del ‪Santobono‬, dove saranno trasferiti i posti letto, della ‪‎Asl Napoli 1‬ e della ‪‎Sun‬ e il commissario Polimeni, oltre ai lavoratori e alle associazioni di cittadini.

“Non si può – continua la Ciarambino – smantellare un ospedale che oltre ad essere un’eccellenza è parte integrante di una vasta comunità e rappresenta un luogo identitario della storia della città. Parliamo di un presidio sanitario dove si registravano, fino alla chiusura del reparto maternità, in media fino a 1300 parti ogni anno. Cinicamente si chiudono reparti di eccellenza, punto di riferimento come polo materno-infantile di Napoli e provincia, e si pensa ad aprire ex novo reparti di maternità e terapia intensiva neonatale alla Sun. Il nuovo piano ospedaliero è diventato il paravento per giustificare l’azzeramento dell’assistenza pediatrica su un vasto territorio”.

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