Scuola: “Abilitati subito!” E’ la richiesta dei docenti precari con anni di esperienza scesi in piazza a Roma

Sabato 2 luglio in piazza al Pantheon la manifestazione dal titolo “Suoniamogliele! I Docenti precari di Terza Fascia in piazza a Roma” per il diritto al lavoro e all’abilitazione

Docenti PrecariI Docenti Precari di Terza Fascia delle GI con pluriennale esperienza sono scesi di nuovo in piazza per il Diritto al Lavoro e all’Abilitazione. E lo hanno fatto con l’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori al Pantheon, a Roma. “Suoniamogliele!” è stato il nome scelto per l’evento che ha visto il contributo artistico di maestri di musica con trombe, chitarre e flauto. E’ stata una giornata calda. Per il sole implacabile della Capitale ma anche per la passione dei colleghi e soci dell’Associazione in lotta ormai da 2 anni per la difesa del proprio Lavoro dall’attacco scellerato di un governo di pseudo sinistra.

Abilitati Subito! Questa la richiesta di chi con anni di esperienza alle spalle nell’insegnamento si vede negare il diritto ad esistere e a poter continuare il proprio lavoro nella Scuola Pubblica. La richiesta dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori è di valorizzare l’esperienza acquisita in anni di lavoro, perchè se questi lavoratori sono stati utili al corretto funzionamento della Scuola Pubblica per anni ora deve essere loro riconosciuto il diritto ad abilitarsi, d’ufficio per chi ha oggi almeno 36 mesi di servizio e con percorsi abilitanti annuali – senza barriere all’ingresso – per tutti quelli che, come da sentenza n. 2750/15 del Consiglio di Stato, raggiungeranno i 360 giorni di servizio nei prossimi 5 anni.

E’ stata una giornata di volantinaggio che ha incuriosito i tanti cittadini presenti in piazza, completamente all’oscuro di quanto accade nel Paese circa temi importanti quali il Diritto allo Studio, Scuola Pubblica e riforma “la Buona Scuola”, con una propaganda che dipinge in Tv una realtà completamente differente da quella che vivono quotidianamente i docenti e gli studenti. Una riforma che ha schiacciato decine di migliaia di lavoratori e che consentirà ai colleghi di ruolo di insegnare su cattedre affini, con l’intenzione dichiarata, da parte di questo governo, di sopprimere i lavoratori precari. In piazza a Roma non c’erano solo i docenti non abilitati ma anche i colleghi di seconda fascia, sui quali pende la spada di Damocle dei 36 mesi di servizio. Saranno anche loro cacciati da quel lavoro svolto con tanta abnegazione e passione, in ambienti spesso insalubri e non attrezzati.

E la spinta è ad unire le forze già per il prossimo settembre alle porte per esprimere una posizione unitaria sulle riforme che andranno ad interessare tutti i cittadini e la vita democratica del nostro Paese con il Referendum confermativo previsto per ottobre. L’analisi in piazza è stata anche politica. In Parlamento siedono tanti amici e compagni eletti con un programma elettorale fatto sottoscrivere agli elettori che però, di fatto, sono stati letteralmente frodati da questo terzo governo nato da un “inciucio” di palazzo. Per il bene del Paese, dicono loro. Per conservare la poltrona dicono i tanti cittadini ed elettori che alla prima vera occasione hanno espresso un parere incontrovertibile. Bocciati a Napoli, Roma e a Torino ed in tantissime altre città, nelle urne! Sì a Torino, dove la finta sinistra ha governato bene, hanno perso la città. Segno incontrovertibile di un giudizio negativo espresso verso l’azione politica di un “uomo solo al comando” fatta in tanti casi contro i lavoratori o i piccoli risparmiatori. Hanno preso voti nel 2013 con un programma, ne hanno attuato un altro in Parlamento. Mai condiviso con nessuno. Hanno tradito la fiducia! Hanno fatto riforme, dicono, ma le hanno fatto contro quei lavoratori che costituivano la base elettorale di quello stesso partito ora al potere! E sono stati puniti.

L’occasione di piazza ha visto anche la raccolta di lettere di sfogo e richieste di conforto all’indirizzo di Papa Francesco.

L’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori continuerà nell’impegno assunto nella difesa dei Diritti dei Lavoratori della conoscenza. Quei lavoratori che hanno il merito di aver tenuto aperte le Scuole Pubbliche. Quei lavoratori che per Renzi devono andare a casa, chi già da settembre prossimo e chi tra 36 mesi.

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