#laBuonaScuola, i docenti “contrastivi” festeggiano l’obiettivo raggiunto: raccolte oltre 2 milioni di firme per la richiesta di referendum abrogativo

I promotori dei referendum sociali in Cassazione per consegnare le firme raccolte per i 4 quesiti contro “la Buona Scuola”

Referendum ScuolaRoma, 7 luglio – Consegnate in Cassazione oltre 2 milioni di firme raccolte per la richiesta di referendum abrogativo contro 4 commi della Legge 107/2015, la cosiddetta Buona Scuola voluta da Renzi e dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.

Ricordiamo i quesiti referendari come predisposti dal Comitato promotore:

1 – Abrogazione di norme sul potere discrezionale del dirigente scolastico di scegliere e di confermare i docenti nella sede
2 – Abrogazione di norme sul potere del dirigente di scegliere i docenti da premiare economicamente e sul comitato di valutazione
3 – Abrogazione di norme sull’obbligo di almeno 400-200 ore di alternanza scuola-lavoro
4 – Abrogazione di norme sui finanziamenti privati a singole scuole pubbliche o private.

I 4 quesiti sulla scuola vogliono cancellare: i poteri discrezionali del dirigente di scegliere i docenti, di confermarli o mandarli via dopo un triennio e di premiarli per un presunto “merito”, con il pericolo di gestioni clientelare delle assunzioni e di limitazione della libertà di insegnamento; l’obbligo per le scuole di fare almeno 400/200 ore di alternanza scuola-lavoro, che riduce l’insegnamento a favore di attività che spesso diventano lavoro gratuito e imposizione agli studenti di prestazioni dequalificate; la possibilità di effettuare donazioni a singole scuole, con il rischio di finanziamenti privatistici, competizione tra le scuole, disuguaglianze e favori fiscali a coloro che frequentano istituti privati.

I referenti del Comitato Referendario Scuola Pubblica ha consegnato oltre 530mila fire per questito referendario, superando di gran lunga il mezzo milione di firme necessario.

La consegna, inizialmente prevista per il 5 luglio, ha subito un leggero ritardo perchè ancora tanti plichi non erano ancora arrivati al punto di raccolta a Trastevere. Esultano, per il primo risultato raggiunto, i docenti “contrastivi” definiti così dall’ANP (Associazione nazionale Presidi, ndr) in una slide di un documento inviato ai dirigenti scolastici, nella quale si affermava che i presidi grazie alla riforma avrebbero avuto “mano libera nei confronti dei docenti contrastivi”.

Ecco ora i passi successivi. Entro il 15 dicembre la Corte di Cassazione dovrà verificare la correttezza formale delle firme raccolte, cioè che siano almeno 500.000, che siano state raccolte in novanta giorni ed altro ancora. Nel merito dei quesiti referendari interverrà poi la Corte Costituzionale. Con un sentenza da pubblicare entro il 10 febbraio dell’anno successivo la Corte Costituzionale deciderà quali dei referendum che hanno passato il vaglio della Cassazione sono ammissibili e quali no.

Non sono state raggiunte firme sufficienti per altri due referendum sociali con i quesiti ambientali relativi a trivelle ed inceneritori.

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