Ragazzo ucciso per una roulette russa, la madre: “Mio figlio non è stato ucciso durante un gioco. Voglio giustizia”

Ed annuncia l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo che vedrà imputato per omicidio colposo il 19enne Antonio Zampella

pistola omicidioCaserta, 10 luglio – ”Mio figlio non è stato ucciso durante un gioco. Voglio giustizia”. Così la mamma di Marco Mongiello, 20 anni, ammazzato dall’amico di 19 anni, Antonio Zampella, a Caserta, con un colpo di pistola alla testa esploso, come ha raccontato l’omicida ai carabinieri, in una sorta di mix di gioco e spavalderia, durante una sorta di roulette russa (vai all’articolo).

La donna in una dichiarazione rilasciata a Il Mattino dice: ‘Lui non avrebbe mai partecipato ad un gioco così assurdo, non avrebbe rischiato la vita alla roulette russa. Lui lavorava da quando aveva tredici anni, amava la vita. Chi lo ha ucciso deve pagare”. Ed annuncia l’intenzione di costiturirsi parte civile nel processo, convinta che suo figlio sia stato ucciso volontariamente. “Lo devo a mio figlio che era un bravo ragazzo”.

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